Immersioni con gli Squali

La mappa globale della protezione mostra dove squali e razze hanno più urgente bisogno di tutela

Una nuova mappa globale mostra per la prima volta con precisione in quali regioni marine squali e razze necessitano in modo particolare di protezione urgente e dove esistono lacune nella tutela.

Ronny K4. Febbraio 2026
Mappa delle zone di protezione di squali e razze

Una nuova analisi scientifica ha pubblicato per la prima volta una mappa mondiale che mostra chiaramente in quali regioni marine squali e razze necessitano di una protezione particolarmente urgente. I risultati dovrebbero aiutare decisori, organizzazioni di tutela e organismi politici a istituire aree protette in modo mirato là dove le popolazioni sono maggiormente minacciate e dove esistono le migliori possibilità di recupero.

Perché una mappa della protezione è importante

Squali e razze sono tra i gruppi più minacciati della megafauna marina. Molte specie crescono lentamente, raggiungono tardi la maturità sessuale e producono pochi discendenti. Questa strategia di vita le rende particolarmente vulnerabili a sovrapesca, pesca illegale e perdita di habitat. Secondo studi globali, oltre un terzo di tutte le specie di squali e razze è classificato come minacciato o peggio.

Le misure di tutela finora adottate si concentrano spesso su singole regioni o su aree protette isolate. La nuova mappa, invece, fornisce per la prima volta un quadro globale e dettagliato dal punto di vista spaziale di quali aree dovrebbero avere priorità per nuove aree marine protette (MPA), al fine di stabilizzare in modo duraturo le popolazioni.

Zone prioritarie della mappa

L’analisi identifica 816 aree marine in cui le misure di protezione sarebbero più efficaci — ad esempio perché vi si trovano molte specie minacciate oppure perché la pressione della pesca e altre minacce sono particolarmente elevate. Questi hotspot si trovano sulle piattaforme continentali, lungo le dorsali abissali e in corrispondenza di ecosistemi altamente produttivi in regioni tropicali e temperate.

Un vantaggio di questa mappa è il suo orientamento strategico: invece di creare aree protette proporzionali alla dimensione di un bacino oceanico, gli Stati e gli organismi internazionali possono intervenire in modo più mirato là dove il beneficio biologico è maggiore.

Necessità di tutela nonostante i progressi

Negli ultimi anni ci sono stati importanti progressi per la tutela di squali e razze. Alla conferenza della Convention on International Trade in Endangered Species (CITES), il commercio internazionale è stato limitato o completamente vietato per oltre 70 specie — tra cui lo squalo balena, le mante e le razze diavoletto, nonché lo squalo longimano oceanico occidentale.

Decisioni di questo tipo rafforzano il quadro giuridico, ma da sole non sono sufficienti: molte popolazioni continuano a diminuire perché mancano aree protette, sono troppo piccole o sono controllate male. Inoltre, le restrizioni di legge non vengono applicate e monitorate ovunque nello stesso modo.

Come si può migliorare l’efficacia della protezione

La nuova mappa fornisce una base per stabilire meglio le priorità delle iniziative di tutela. Gli esperti sottolineano che, in combinazione con zone di divieto per pesca e commercio, monitoraggio efficace e collaborazione locale con le comunità costiere, si ottiene il massimo effetto.

Strategie di protezione territoriale di questo tipo hanno già mostrato effetti positivi in alcune regioni costiere — per esempio quando, dopo l’istituzione di aree protette, alcune specie di razze e squali sono riuscite a tornare ad aumentare di numero.

Fonti

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