Immersioni con gli Squali

Kiribati sequestra nave cinese per pinne di squalo a bordo

La polizia marittima di Kiribati ha sequestrato un peschereccio cinese autorizzato. La conservazione di pinne di squalo violava una condizione della licenza; quantità e specie restano sconosciute.

Sharky25. Agosto 2026
Pinne di squalo essiccate esposte nella vetrina di un ristorante nella Chinatown di Bangkok
Immagine illustrativa: pinne di squalo essiccate esposte nella vetrina di un ristorante nella Chinatown di Bangkok (2008). Foto: shankar s., „A shark fin restaurant in Bangkok Chinatown- so blatant!“, CC BY 2.0, via Flickr; ritagliata in formato 2:1.

La polizia marittima di Kiribati ha arrestato un peschereccio cinese dopo che gli ispettori hanno scoperto pinne di squalo a bordo. Sebbene la nave avesse una licenza per le acque di Kiribati, secondo il comandante della polizia Tom Redfern, ha violato una condizione di licenza che vieta di tenere pinne di squalo. Il caso è stato riportato da CBS News, citando AFP.

Le autorità hanno scortato la nave a Kiritimati, chiamata anche Isola di Natale. Lì le indagini proseguiranno. Quante pinne sono state trovate, da quale specie provenissero e se gli animali fossero già morti quando le pinne furono rimosse non è stato ancora pubblicato. Il ritrovamento conferma quindi una violazione legata alla conservazione delle pinne, ma non una forma specifica di cattura o uccisione.

Ispezione durante un’importante operazione regionale

L’ispezione è avvenuta durante il periodo di sorveglianza regionale della pesca Operation Island Chief 2026. Secondo Pacific Islands Forum Fisheries Agency, l’operazione si è svolta dal 3 al 14 agosto. Sono state monitorate più di 3.000 navi in ​​un’area di circa 27,5 milioni di chilometri quadrati. Gli Stati coinvolti hanno effettuato 133 ispezioni e fermato quattro navi.

Dalla valutazione sono emerse 16 navi di particolare interesse. I satelliti hanno fornito 10.884 rilevamenti, aerei e navi pattuglia hanno segnalato 92 avvistamenti e il comando dell’incidente ha esaminato 45 contatti ad alto rischio per pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata. I casi sospetti specifici sono stati consegnati alle autorità nazionali responsabili.

Le pinne di squalo a bordo non sono automaticamente la prova di finning

Nel cosiddetto finning, le pinne di uno squalo vengono tagliate e il corpo viene spesso gettato in mare. Tuttavia, le informazioni pubblicamente note provenienti da Kiribati non sono sufficienti per confermare questo processo per la nave detenuta. L’unica cosa certa è che a bordo venivano tenute pinne di squalo e questo violava le condizioni della licenza di pesca.

Questa distinzione è importante per la valutazione giuridica. Gli investigatori devono tra l’altro chiarire quando e dove sono stati catturati gli squali, se le catture sono state denunciate correttamente e quali norme si applicano oltre ai requisiti di licenza. Inoltre, non è ancora nota un’eventuale sanzione.

Sorveglianza in un’enorme area marittima

Kiribati è costituita da gruppi di isole ampiamente sparse nell’Oceano Pacifico. Un singolo Stato difficilmente può controllare l’intera zona economica esclusiva con navi e aerei. Le immagini situazionali congiunte provenienti da dati satellitari, ricognizione aerea e controlli in mare hanno lo scopo di filtrare specificamente movimenti evidenti.

Il caso attuale mostra il vantaggio pratico di questo approccio: una licenza di pesca esistente non esclude violazioni. I controlli che verificano anche il carico, la documentazione delle catture e le condizioni delle licenze sono cruciali. Fino a quando Kiribati non avrà completato il processo, la portata della violazione e possibili ulteriori accuse rimarranno aperte.

Fonti

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