La nuova pagina speciale di Mongabay “Shark Meat Nation” riunisce un’inchiesta che diventa scomodamente concreta per la tutela degli squali: il Brasile non è solo un grande mercato per la carne di squalo, ma è considerato il maggiore consumatore e importatore al mondo. Una parte consistente di questo mercato passa attraverso una parola che molte persone non collegano agli squali: “cação”.
Con questa denominazione può essere venduta carne di squalo o di razza. Per le consumatrici e i consumatori suona come un normale prodotto ittico, ma proprio questa vaghezza è il problema: chi compra o riceve “cação” spesso non sa quale specie ci sia dietro, se sia minacciata e se cattura, importazione o commercio siano davvero tracciabili.
Avevamo già raccontato la storia di base nel 2025: Carne di squalo nel menu: come le autorità brasiliane servono specie minacciate e mettono a rischio i bambini piccoli. La nuova pagina speciale rende ora evidente che non si tratta di un’eccezione isolata, ma di un tema strutturale: appalti, etichettatura, mercati di proteine a basso costo, acquisti pubblici e tutela delle specie sono qui direttamente intrecciati.
Migliaia di tonnellate attraverso gare pubbliche
Secondo l’inchiesta, sono state identificate 1.012 gare pubbliche per circa 5.400 tonnellate di carne di squalo. Il valore era di almeno 112 milioni di real brasiliani. Gli acquisti erano distribuiti tra 542 comuni e dieci stati brasiliani. Non riguardavano solo scuole, ma anche asili nido, scuole dell’infanzia, ospedali, carceri, strutture di polizia, basi militari e altre istituzioni pubbliche.
Per la tutela degli squali questo è esplosivo, perché gli acquisti pubblici possono stabilizzare la domanda. Quando grandi istituzioni comprano regolarmente “cação” economico, nasce un canale di vendita affidabile per una categoria di prodotti la cui origine e identificazione di specie restano spesso poco chiare. Questo riguarda non solo il mercato brasiliano, ma anche catene commerciali internazionali, comprese forniture dall’Europa o da Taiwan.
Una questione di salute e di trasparenza
Gli squali occupano posizioni elevate nelle catene alimentari marine. Nei loro tessuti possono accumularsi metalli pesanti e altri inquinanti, tra cui mercurio e arsenico. Per questo è problematico che una carne simile arrivi nelle mense pubbliche senza indicazioni chiare su specie e origine, soprattutto quando si tratta di bambini, pazienti o altri gruppi vulnerabili.
L’inchiesta mostra inoltre quanto siano strettamente collegate le questioni sanitarie e quelle di tutela delle specie. Una denominazione generica come “cação” non nasconde solo possibili rischi di contaminazione. Impedisce anche ad autorità, cucine e consumatori di verificare se specie minacciate di squali o razze compaiano accidentalmente nelle liste di acquisto.
Prime reazioni in Brasile
Dopo la pubblicazione sono già arrivate reazioni. L’Hospital das Clínicas di San Paolo ha escluso il “cação” da un acquisto a causa dei rischi legati ai metalli pesanti. Anche Rio de Janeiro ha vietato la carne di squalo nella maggior parte delle scuole statali. Dal 7 aprile 2026, inoltre, gli enti federali brasiliani che acquistano carne di squalo e di razza devono indicare specie e origine; la sola denominazione generica “cação” non basta più in queste procedure.
Questo non risolve ancora completamente il problema, ma è un passo importante: quanto più precisamente devono essere indicate specie e origine, tanto più difficile diventa nascondere specie minacciate, catture accessorie o filiere non tracciabili dietro un nome commerciale dall’aspetto innocuo.
Perché riguarda anche i subacquei
Per chi si immerge, questa storia è più di un lontano dibattito alimentare. Mostra che la tutela degli squali non inizia solo con il finning, i souvenir o le catture illegali spettacolari. Anche un grande mercato di carne economica e mal etichettata può esercitare una pressione enorme sulle popolazioni di squali e razze.
Durante le immersioni incontriamo gli squali come animali vivi in un ecosistema: curiosi, cauti ed ecologicamente importanti. Sul mercato, invece, questi animali spesso scompaiono dietro termini generici, filetti e confezioni surgelate. “Cação è squalo” non è quindi solo una traduzione, ma una necessaria precisazione.

