Immersioni con gli Squali

La Croazia vieta la pesca sportiva e ricreativa di squali e razze

La Croazia ha vietato la pesca sportiva e ricreativa di tutti gli squali e le razze nelle sue acque. La nuova norma è un passo importante per la tutela delle specie nell’Adriatico.

Sharky1. Giugno 2026
Barca da pesca al tramonto in Croazia

La Croazia ha vietato ufficialmente la pesca sportiva e ricreativa di tutti gli squali e le razze (Elasmobranchii) nelle sue acque, il mare Adriatico. Questa misura rappresenta una tappa importante per la tutela delle specie nell’Adriatico e in tutta la regione mediterranea.

La nuova norma è contenuta nel regolamento croato sulla pesca sportiva e ricreativa in mare, pubblicato l’8 maggio 2026 nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia. Stabilisce che per squali e razze vale il “Numero massimo di individui che possono essere catturati e trattenuti: 0 individui”.

Contesto della decisione

La proposta di questo divieto completo è stata avviata originariamente dal professor Alen Soldo dell’Università di Split, partner del progetto LIFE European Sharks. L’iniziativa ha inoltre ricevuto un forte sostegno dalla Federazione croata per la pesca sportiva e ricreativa.

La norma riguarda sia la popolazione locale sia i numerosi turisti che pescano nelle acque croate. Se squali o razze vengono catturati accidentalmente, devono essere rilasciati in modo sicuro e corretto per garantire un’elevata sopravvivenza.

Più della metà degli squali e delle razze del Mediterraneo è minacciata di estinzione. La pesca ricreativa può avere effetti cumulativi significativi sulle popolazioni attraverso catture accidentali, sottolineando la necessità di queste misure di protezione.

Fonti

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