Immersioni con gli Squali

Azzorre: uno studio esamina il conflitto tra turismo degli squali e pesca

Alle Azzorre gli squali attirano turisti mentre vengono pescati nell’Atlantico settentrionale. Uno studio rileva un forte segnale di sovrasfruttamento per il mako, ma non prova perdite economiche per i diving.

Sharky7. Agosto 2026
Verdesca che sfiora l'obiettivo della fotocamera con il muso

Alle Azzorre, lo stesso squalo ha valore in due modi molto diversi: vivo, come incontro per i subacquei, oppure catturato come prodotto della pesca d’altura. Un nuovo studio pubblicato su Marine Policy ricostruisce come sia nato un conflitto intorno alle verdesche e ai mako pinna corta del Nord Atlantico.

Il risultato è più sfumato rispetto alla semplice formula turismo-pesca. Con l’mako pinna corta gli autori riconoscono un chiaro segnale che corrisponde alle conseguenze della pesca eccessiva. Per verdesche il quadro è mutevole. Non hanno riscontrato alcuna recessione economica dimostrabile nel settore subacqueo a causa della pesca d’altura per il periodo dal 2011 al 2022.

Come lo studio analizza il conflitto

Björn Eriksson dell’Università di Uppsala e Wendell Medeiros-Leal dell’Università delle Azzorre hanno combinato diversi tipi di prove. Hanno valutato le catture riportate dal 1993 al 2022, le valutazioni degli stock e le decisioni politiche. Inoltre, hanno ricostruito lo sviluppo delle immersioni con gli squali sulle isole utilizzando il cosiddetto Process Tracing.

Nell’estate del 2022 hanno discusso con 11 società subacquee: tre su São Miguel e quattro ciascuna su Faial e Pico. Ci sono state anche quattro interviste specialistiche con biologi marini ed esperti regionali di squali. Le conversazioni sono durate dai 15 ai 60 minuti e hanno riguardato, tra le altre cose, gli avvistamenti, l’importanza economica e le minacce percepite per gli squali.

Il lavoro combina quindi le statistiche sulle catture difficili con le esperienze delle persone che vanno regolarmente a vedere gli squali. Tuttavia, i due tipi di dati rispondono a domande diverse: le quantità di catture mostrano la pressione in tutto il Nord Atlantico, mentre le interviste descrivono i cambiamenti nei singoli siti di immersione.

Verdesche: catture elevate, ma nessun crollo uniforme

Per le verdesche (Prionace glauca), le catture dichiarate nel Nord Atlantico sono aumentate nettamente dal 2004. Dal 2010 sono rimaste per diversi anni intorno alle 38.000–40.000 tonnellate; nel 2016 hanno raggiunto 43.622 tonnellate, il massimo della serie analizzata. In questa fase la flotta spagnola rappresentava una quota rilevante e nel 2016 ha dichiarato poco più di 30.000 tonnellate.

Grafico lineare delle catture di verdesca riportate nel Nord Atlantico dal 1993 al 2022: catture totali, quota della flotta spagnola e quote di cattura.
Catture dichiarate di verdesca nel Nord Atlantico dal 1993 al 2022: catture totali (arancione), flotta spagnola (grigio) e tasso di cattura (verde tratteggiato). Figura 4: Eriksson & Medeiros-Leal (2026), CC BY 4.0.

Nonostante questa portata, lo studio non descrive un declino consistente delle verdesche al largo delle Azzorre. Alcune operazioni di immersione ricordano anni deboli e una successiva ripresa, altre hanno visto un calo a partire dal 2018 circa. Un operatore subacqueo ha riferito che da 10 a 15 verdesche erano comuni nel 2015 e nel 2016; nel 2022, da otto a dieci animali sono diventati rari e le immersioni con nessuno o solo due o tre animali sono diventate più comuni.

Secondo le singole aziende anche i tempi di attesa sono diventati più lunghi. Mentre all’inizio dell’immersione con gli squali sarebbero bastati circa 30 minuti di uso delle esche, in seguito a volte erano necessarie due o tre ore. Tali ricordi possono indicare pressione sulla popolazione, ma non sono una serie temporale standardizzata. Gli autori quindi valutano le verdesche nel complesso come fluttuanti ma relativamente stabili, non come una chiara prova di un collasso della popolazione locale.

I mako pinna corta diventano un’eccezione

Il quadro è più chiaro per i mako pinna corta (Isurus oxyrinchus). Le catture dichiarate nel Nord Atlantico erano già elevate negli anni Novanta, sono aumentate di nuovo dopo il 2000 e hanno raggiunto 4.760 tonnellate nel 2010. Le successive valutazioni hanno classificato lo stock come sovrasfruttato. Un divieto di cattura adottato nel 2021 mirava ad avviarne il recupero.

Grafico lineare delle catture di mako pinna corta riportate nel Nord Atlantico dal 1993 al 2022: catture totali e quota della flotta spagnola.
Catture dichiarate di mako pinna corta nel Nord Atlantico dal 1993 al 2022: catture totali (arancione) e flotta spagnola (grigio). Figura 5: Eriksson & Medeiros-Leal (2026), CC BY 4.0.

Allo stesso tempo, gli mako pinna corta stavano diventando sempre più rari nei siti di immersione. All’inizio, intorno al 2012, una guida subacquea ha ricordato incontri riusciti in circa sette viaggi su dieci. Successivamente, solo quattro o cinque animali per guida si riunivano per stagione. Anche altre società hanno segnalato un forte calo.

Poiché questa tendenza corrisponde alle valutazioni degli stock e alle misure di protezione, gli autori vedono una connessione molto più plausibile tra la pressione della pesca e i rari avvistamenti di mako pinna corta al largo delle Azzorre. I calcoli dei modelli citati prevedono un ulteriore calo della biomassa entro il 2035 e un pieno recupero forse non prima del 2070 circa.

Il settore delle immersioni cresce, insieme ai costi operativi

Le immersioni con gli squali si sono sviluppate nelle Azzorre a partire dal 2011 circa. Le foto di squali su una carcassa di balena hanno attirato un esperto straniero che ha formato aziende nelle procedure di immersione con gli squali. Un altro sito di immersione, Pedra de Sousa, e la visibilità internazionale sui social media hanno accelerato lo sviluppo. Nel 2022, quattro delle aziende intervistate su Faial e due su Pico offrivano attivamente immersioni con gli squali.

Secondo lo studio i prezzi variavano dai 165 ai 195 euro a persona per immersione. Per i singoli operatori, le immersioni con gli squali costituivano una parte significativa della loro attività. Tuttavia, gli autori non hanno trovato prove per il periodo 2011-2022 che la pesca d’altura abbia rallentato la crescita economica delle società subacquee. I costi giornalieri aggiuntivi erano più evidenti: più carburante, tempi di ricerca più lunghi e maggiore impegno nell’uso delle esche.

Vivo o pescato: due valori non direttamente confrontabili

Lo studio confronta il prezzo di un’immersione con gli squali con il valore medio allo sbarco della carne di verdesca: 1,90 dollari al chilogrammo. Questi dati non costituiscono un’analisi costi-benefici completa. Un chilogrammo di pesce e un posto su una barca da immersione misurano cose diverse; occorrerebbe considerare anche i costi, i volumi di cattura e il numero di incontri ripetuti.

Il contrasto rende tuttavia comprensibile la questione politica: uno squalo vivo può generare valore turistico più volte nel corso degli anni, mentre uno squalo catturato viene venduto solo una volta. Per le specie migratorie i benefici sono anche geograficamente distanti. La pesca si svolge in alto mare, mentre le compagnie subacquee delle Azzorre si guadagnano da vivere con gli animali in arrivo.

Cosa non può dimostrare lo studio

Gli autori identificano diversi limiti. Le informazioni sugli avvistamenti si basano sui ricordi perché le società non hanno mantenuto statistiche uniformi a lungo termine. Le curve di cattura includono solo le catture segnalate ad ICCAT; il prelievo effettivo potrebbe essere superiore. Inoltre, entrambe le specie di squali migrano su lunghe distanze, quindi anche le condizioni ambientali e altre flotte possono influenzare gli incontri al largo delle Azzorre.

Per questo lo studio distingue con attenzione un conflitto d’interessi visibile da un danno economico dimostrato. Per il mako pinna corta, gli indizi di un legame con il sovrasfruttamento diventano più solidi. Per la verdesca, i dati non sono ancora sufficienti. Nel settore delle immersioni emerge finora soprattutto una vulnerabilità crescente, non un collasso economico.

Uno stock condiviso, due modelli economici

Le Azzorre sono diventate un nuovo stakeholder per gli squali pelagici attraverso le immersioni con gli squali. Le decisioni sulle quote di pesca nell’Atlantico settentrionale non influiscono solo sulle operazioni di pesca e sulla protezione delle specie, ma anche sulle offerte turistiche più lontane e meno estrattive.

Il messaggio centrale non è quindi che un settore abbia già soppiantato l’altro. Entrambi utilizzano la stessa risorsa migratoria, ma il suo valore e i suoi rischi emergono in luoghi diversi. Dati sistematici sugli avvistamenti raccolti dagli operatori subacquei potrebbero mostrare quando questo conflitto d’interessi produce un danno economico misurabile, o se una buona gestione della pesca può evitarlo.

Specie menzionate

Verdesca prionace glauca in acque blu

Verdesca

Mako pinna corta isurus oxyrinchus

Mako pinna corta

Fonti

Newsletter

Shark alert in your inbox

Allerta squali nella posta in arrivo

Notizie vere invece di miti!
- Ogni 14 giorni - nuove