Immersioni con gli Squali

Sicilia: rara squatina spinosa offre indizi su possibili nursery mediterranee

Un nuovo studio ad accesso libero esamina una squatina spinosa catturata involontariamente al largo di Avola. La genetica, il contenuto dello stomaco e i legamenti vertebrali forniscono indizi su possibili aree di riproduzione o riproduzione nel Mediterraneo centrale.

Sharky24. Giugno 2026
Squatina spinosa Squatina aculeata che nuota sopra la sabbia

Una squatina spinosa estremamente rara (Squatina aculeata) è finito accidentalmente in un tramaglio. La scoperta è triste, ma scientificamente preziosa: una novità Studio ad accesso aperto in Biodiversità marina combina morfologia, analisi del DNA, contenuto dello stomaco e legamenti vertebrali per saperne di più su una delle specie di squali più rare del Mediterraneo.

L’animale era una femmina lunga 144,7 centimetri e pesava circa 25 chilogrammi. È stato ritrovato nell’aprile 2023 al largo di Avola, sulla costa orientale della Sicilia, durante una pesca commerciale di seppie ad una profondità di circa 16 metri su un fondale sabbioso. Quando la rete fu issata lo squalo era già morto.

Proprio perché la specie viene osservata così raramente, ogni set di dati affidabile conta. I ricercatori non solo sono riusciti a identificare l’animale esternamente, ma anche a confermare geneticamente la classificazione della specie. Questo è importante perché gli squali angelo possono essere confusi nel Mediterraneo e un’errata identificazione indebolisce direttamente i programmi di conservazione.

Un solo squalo, tanti dati

Lo studio ha valutato il ritrovamento in modo insolitamente ampio. In laboratorio sono state effettuate 72 misurazioni morfologiche, il tessuto è stato utilizzato per l’analisi del DNA COI, è stato esaminato il contenuto dello stomaco e i corpi vertebrali sono stati macinati sottili per rendere visibili le bande di crescita. Inoltre sono stati riuniti resoconti più antichi di reperti provenienti dalla regione del Mediterraneo centrale e orientale.

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Ulteriori informazioni

L’analisi genetica ha confermato la determinazione morfologica: la sequenza esaminata corrispondeva Squatina aculeata. Anche le caratteristiche esterne corrispondevano alle squatina spinosa, comprese le spine sul dorso, i lembi del naso fortemente sfrangiati e la mancanza di macchie oculari evidenti sul corpo.

Lo stato riproduttivo è particolarmente emozionante. Secondo gli autori la femmina era in una fase post-riproduttiva. Quindi a quanto pare si era riprodotto di recente o era in fase di recupero post-riproduzione. Di per sé, questo non dimostra che si tratti di un asilo nido, ma concorda con altre prove provenienti dalla regione.

Perché la questione dell’asilo nido è così importante

Un’area marina non è considerata un’area di allevamento o di riproduzione semplicemente perché vi compare un animale giovane. Ciò che è fondamentale è uno schema ricorrente: le femmine incinte, i neonati o gli animali giovani devono essere osservati lì più spesso o per periodi di tempo più lunghi che altrove. È proprio qui che il ritrovamento siciliano diventa interessante.

Lo studio individua diversi pezzi del puzzle provenienti dal Mediterraneo centrale: una femmina di squatina spinosa incinta a sud-est di Lampedusa, animali molto piccoli, giovani e individui sessualmente maturi più grandi provenienti dalla regione tra la Sicilia meridionale, Malta, la costa nordafricana e il Mar Egeo. Insieme, ciò non crea un’area protetta completa sulla mappa, ma crea un’immagine di ricerca chiara.

Gli autori quindi lo formulano con cautela: Il Mediterraneo centrale e orientale potrebbe essere particolarmente importante per alcune fasi della vita delle __SPECIE__. Per una specie così rara, proprio questa cautela può essere cruciale. La protezione non dovrebbe iniziare solo quando tutti i dati sono perfetti.

Cosa rivelano lo stomaco e le vertebre

La dieta forniva anche indizi sulla vita di questo animale. Lo stomaco era pieno per più della metà. I ricercatori hanno trovato resti di otto prede, tutte di pesci ossei; Un pesce preda è stato identificato come un’orata a due fasce (Diplodus vulgaris) possono essere identificati. Questo si adatta alla zona di pesca poco profonda su fondo sabbioso.

I ricercatori interpretano i legamenti vertebrali in modo ancora più accurato. Hanno contato 28 bande trasparenti nei corpi vertebrali esaminati e hanno identificato una voglia da cui si può ricavare una lunghezza alla nascita stimata di circa 21,8 centimetri. Questo non è un valore di età affidabile perché non è stato ancora convalidato con quale regolarità si formino tali bande negli squali angelo.

Ma è proprio qui che risiede il valore del lavoro: non fornisce un semplice numero, ma piuttosto mostra quali metodi potrebbero aiutare in futuro questo tipo di ricerca. Mancano dati convalidati sulla crescita di molti squali e razze nel Mediterraneo. Senza di essi, i modelli demografici, i tempi di recupero e le priorità di conservazione rimangono poco chiari.

Una specie sull’orlo della scomparsa

La squatina spinosa è una delle specie di squali più a rischio di estinzione nel Mediterraneo. Gli squali angelo vivono vicino al fondo, riposando su superfici sabbiose o fangose ​​e quindi rimangono facilmente intrappolati nelle reti a strascico, nelle reti da imbrocco, nei palangari o nei tramagli. Questi stessi attrezzi da pesca sono attivi in ​​molte parti del loro areale storico.

Lo studio ricorda che la cattura e il commercio delle tre specie di squali angelo del Mediterraneo sono stati vietati dal 2012 in seguito alle raccomandazioni della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo e che le specie sono elencate negli accordi di conservazione. Quindi sulla carta la tutela c’è. In pratica, le catture accessorie, l’errata identificazione e la mancanza di dati rimangono i principali punti deboli.

  • La cattura accessoria rimane la principale minaccia immediata.
  • I pescatori e gli osservatori necessitano di strumenti di identificazione sicuri e di protocolli di rilascio.
  • Eventuali aree di crescita devono essere monitorate in modo specifico.
  • I ritrovamenti devono essere documentati con posizione, profondità, attrezzatura da pesca, foto e condizioni dell’animale.
  • Le misure protettive devono entrare in vigore laddove gli squali angelo effettivamente sono ancora presenti.

Perché conta la scoperta al largo di Avola

Uno squalo morto non è una buona notizia. Ma per una specie diventata quasi invisibile nel Mediterraneo, anche le tragiche catture accessorie possono fornire indizi cruciali. La scoperta al largo di Avola dimostra che nella regione sono ancora presenti squatine spinose, che vi compaiono femmine adulte e che i metodi moderni possono essere utilmente combinati anche da rari eventi individuali.

Per i subacquei, la storia è un promemoria silenzioso di quanta vita nascosta esiste sul fondo dell’oceano. Gli squali angelo non sono spettacolari sagome di acque blu. Giacciono distesi sulla sabbia, perfettamente mimetizzati, e scompaiono dalle statistiche quando nessuno li guarda da vicino.

Il messaggio più importante dello studio non è quindi che la Sicilia sia ormai definitivamente un vivaio di __SPECIE__. Il messaggio è più cauto e forse più importante: il Mediterraneo centrale merita molta più attenzione perché è dove convergono numerosi indizi sulle fasi critiche della vita di questa specie in via di estinzione.

Specie menzionate

Squatina spinosa Squatina aculeata che nuota sopra la sabbia

Squatina spinosa

Fonti

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