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Moria di massa: fioritura algale tossica minaccia l’ecosistema marino

Una fioritura algale tossica sulla costa meridionale dell’Australia sta causando la morte di creature marine. Particolarmente colpite sono regioni come Kangaroo Island.

Ronny K8. Giugno 2025
Pesci morti sulla costa

Una fioritura algale letale sta attualmente causando una drammatica moria di massa tra le creature marine sulla costa meridionale dell’Australia. Particolarmente colpite sono le regioni intorno allo stato dell’Australia Meridionale – tra cui anche paradisi naturali popolari come Kangaroo Island, la penisola di Yorke e la penisola di Fleurieu.

Spiagge piene di carcasse: gli ambientalisti lanciano l’allarme

L’organizzazione per la protezione dei pesci Ozfish riporta condizioni allarmanti: centinaia di animali come squali, razze, granchi e calamari sono già caduti vittime dell’alga tossica Karenia mikimotoi. «I nostri volontari raccontano di aver camminato solo un chilometro lungo la spiaggia e di aver contato oltre cento razze morte e altri abitanti del mare», riferisce un collaboratore dell’organizzazione. Anche squali morti sono stati documentati.

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Ulteriori informazioni

Uno scenario sconvolgente: le spiagge sono disseminate di carcasse, il che non solo ha drammatiche conseguenze ecologiche, ma mette anche in agitazione le comunità costiere. I turisti, che vengono per la biodiversità, si trovano ora di fronte a spiagge spettralmente vuote piene di animali morti.

Vecchie conoscenze – con effetti devastanti

L’alga Karenia mikimotoi è nota agli scienziati già dagli anni ’30. In passato è stata rilevata, tra l’altro, al largo delle coste del Giappone, della Norvegia, degli Stati Uniti e della Cina. Ma ovunque appaia, seguono regolarmente gravi danni ecologici ed economici – soprattutto per la pesca e il turismo. Gli esperti stimano che i danni causati da tali fioriture raggiungano a livello mondiale milioni di euro ogni anno.

L’alga produce sostanze tossiche che possono danneggiare gravemente o uccidere non solo i pesci, ma anche altri organismi marini. Attualmente, le autorità australiane e le organizzazioni ambientaliste stanno indagando sulle cause dell’epidemia e cercano di valutare l’entità del danno.

Fonti

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