Un nuovo studio in Frontiers in Environmental Archaeology mostra come i resti di cartilagine secolari possano essere utilizzati per ricostruire antiche comunità di squali. Il team ha esaminato i reperti archeologici di Santa Rosa Island nel Channel Islands californiano utilizzando il metodo Zooarchaeology by Mass Spectrometry, o ZooMS in breve. Un campione ne ha fornito la prova Squalo angelo, che non corrisponde ad alcuna specie confrontata in precedenza.
I ricercatori non parlano espressamente di una nuova specie già descritta. L’impronta digitale del collagene è simile allo squalo angelo cileno (Squatina armata), ma è diverso da lui. L’animale potrebbe quindi appartenere a una specie precedentemente sconosciuta o rappresentare una firma regionale del collagene che non è stata ancora registrata.
Identificazione delle specie dal collagene
Squali e i raggi lasciano un archivio difficile nei siti archeologici. Il loro scheletro è costituito prevalentemente da cartilagine, che è meno ben conservata delle ossa. Le singole vertebre o i frammenti di cartilagine spesso possono essere assegnati solo a una famiglia o a un gruppo più ampio in base alla loro forma. È proprio qui che entra in gioco ZooMS.
Il metodo misura i peptidi caratteristici della proteina collagene. Lo spettro di massa risultante funziona come un’impronta digitale molecolare. Se determinati modelli peptidici corrispondono ai campioni di riferimento, i residui esternamente simili o frammentati possono essere determinati in modo molto più preciso.
27 campioni precedentemente poco chiari
Sono stati esaminati 27 campioni che in precedenza non potevano essere determinati in modo affidabile morfologicamente oltre il livello familiare. Molti lo erano Squali lisci o i raggi sono stati assegnati. L’analisi ZooMS li ha raggruppati in tre taxa chiaramente distinguibili: Cani-squalo (Galeorhinus galeus), Squalo leopardo (Triakis semifasciata) E Spinarolo del Pacifico (Squalus suckleyi).
Il metodo quindi non fornisce solo elenchi di specie più lunghi. Può rivelare quali habitat e livelli della rete alimentare venivano utilizzati dalle antiche comunità costiere. Per alcuni campioni, il team ha quindi combinato ZooMS con analisi degli isotopi stabili, che forniscono informazioni sull’ecologia trofica e sull’uso dell’habitat.
Il sorprendente esemplare di squalo angelo
Altri tre reperti sono stati identificati dalla loro forma Squalo angelo della California (Squatina californica) è stato affrontato. Due ZooMS confermati. Tuttavia, il terzo campione ha mostrato un proprio modello di collagene. Era più vicino allo squalo angelo cileno, ma anche diverso dal suo profilo di riferimento.
Questa constatazione apre diverse possibilità. Una stirpe di squali angelo potrebbe aver vissuto in precedenza nel Channel Islands, ma ora è scomparsa a livello regionale o non è stata ancora descritta scientificamente. Occorre inoltre verificare in che misura i profili di collagene variano all’interno delle specie conosciute e se sono disponibili sufficienti campioni di confronto moderni. Solo ulteriori analisi possono trasformare il riferimento in un’assegnazione affidabile delle specie.
Perché gli elenchi storici delle specie sono importanti
Le valutazioni odierne degli stock di solito iniziano solo decenni dopo l’inizio della pesca intensiva. Di conseguenza, uno stato gravemente impoverito può sembrare un normale punto di partenza. I reperti archeologici estendono questo orizzonte temporale di secoli o millenni e mostrano quali specie erano presenti in una regione.
Lo studio rivela quindi più di un possibile squalo angelo sconosciuto. Mostra come l’archeologia biomolecolare possa fornire valori di riferimento storici per il Protezione degli squali può migliorare. Quando ZooMS distingue tra specie costruite in modo simile e contemporaneamente i valori isotopici restringono il loro ruolo ecologico, emerge un quadro più accurato degli ecosistemi costieri prima della moderna pressione della pesca.
Un indizio, non una scoperta compiuta
Ulteriori ricerche richiedono ulteriori campioni archeologici, un archivio comparativo più denso dei moderni squali angelo e, se possibile, ulteriori dati biomolecolari. Lo straordinario campione può quindi essere meglio compreso come punto di partenza: dimostra che i resti di antica cartilagine possono contenere informazioni che né la forma dell’osso né le mappe di distribuzione odierne rivelano.





