Sulla Great Chagos Bank, la più grande struttura di atollo corallino al mondo, lo squalo dagli occhi a fessura (Loxodon macrorhinus) è stato documentato per la prima volta. La scoperta amplia l’area di distribuzione nota di questa specie sulla lista di preallarme e sottolinea l’importanza ecologica dell’arcipelago di Chagos e della sua vasta area marina protetta.
Praterie di fanerogame profonde come hotspot di biodiversità
I recenti avvistamenti sono avvenuti in praterie di fanerogame finora inesplorate al margine meridionale della Great Chagos Bank. Due individui sono stati rilevati a soli 11 chilometri di distanza, a una profondità di 23-29 metri, utilizzando sistemi BRUV (Baited Remote Underwater Video), che attirano e registrano gli animali marini senza disturbarli.
Lo squalo dagli occhi a fessura, così chiamato per i suoi occhi stretti e allungati, è ottimizzato per la scarsa luminosità e si trova a suo agio sia in zone più profonde e poco illuminate sia in acque basse e limpide. Data la sua ampia area di distribuzione, i ricercatori ritengono improbabile che la specie sia rara nell’arcipelago di Chagos.
«La scoperta dello squalo dagli occhi a fessura nell’arcipelago di Chagos è stata incredibilmente emozionante. Mostra quanto dobbiamo ancora imparare sugli ecosistemi di fanerogame delle profondità marine e sul loro ruolo per la biodiversità marina, specialmente nelle regioni remote dell’Oceano Indiano» – Charlotte Oulton, Swansea University.
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Ulteriori informazioniScoperta casuale: estese praterie di fanerogame a 25–30 metri di profondità
Le vaste praterie di fanerogame sono state scoperte mentre i ricercatori stavano in realtà monitorando via satellite gli spostamenti delle tartarughe marine verdi. Sorprendente non è stata solo la profondità di 25-30 metri, ma anche la diversità dell’habitat: oltre 110 specie di pesci e ora anche lo squalo dagli occhi a fessura utilizzano queste praterie come oasi di cibo e rifugio.
Necessità di protezione di una specie sotto pressione
Per lo squalo dagli occhi a fessura si prevede un calo della popolazione fino al 29% nei prossimi 15 anni, principalmente a causa della pressione della pesca. L’attuale avvistamento solleva importanti domande sulla frequenza, l’utilizzo dell’habitat e le priorità di protezione e sottolinea l’urgenza di studiare e proteggere in modo mirato gli habitat situati a maggiore profondità.
Progetto comunitario per la mappatura e la modellazione dell’habitat
I risultati provengono da rilevazioni effettuate alla fine del 2024 e fanno parte di un progetto comunitario della Swansea University con partner internazionali, finanziato dalla Bertarelli Foundation (Indian Ocean Marine Science Programme). Gli obiettivi sono la mappatura dell’attuale copertura delle fanerogame, la modellazione di habitat adatti e la valutazione dell’importanza ecologica di questi ecosistemi di fanerogame delle profondità marine in tutto l’arcipelago.
Le grandi aree protette funzionano – l’esempio di Chagos
Un nuovo studio mostra che le grandi aree marine protette possono proteggere efficacemente specie migratorie come tartarughe marine, mante e uccelli marini per gran parte del loro ciclo vitale. L’area protetta nell’arcipelago di Chagos copre attualmente 640.000 km².
«Le aree marine protette molto estese sono fondamentali per raggiungere obiettivi internazionali come il 30% di protezione entro il 2030. I nostri risultati dimostrano il valore della VLMPA nell’arcipelago di Chagos per la protezione di una vasta gamma di grandi specie marine mobili.» – Dr. Alice Trevail, University of Exeter
Cosa significa il cambio di sovranità
Con il previsto passaggio dell’arcipelago di Chagos a Mauritius, i risultati di entrambi gli studi acquistano ulteriore rilevanza. Forniscono non solo forti evidenze del valore dell’area protetta, ma indicano anche zone prioritarie per una protezione a lungo termine, al fine di garantire il futuro della megafauna marina.

