Gli squali balena spesso sembrano giganti calmi in superficie, che emergono semplicemente ovunque ci sia abbastanza plancton nell’acqua. Nel Mar Rosso la storia è apparentemente più complicata. Un nuovo studio mostra che i giovani squali balena potrebbero essere strettamente collegati alle correnti, agli strati misti e ai vortici migratori.
Il lavoro di Raquel L. Ostrovski e colleghi è stato pubblicato il 2 aprile 2026 Scientific Reports pubblicato. Il team ha combinato i dati di tracciamento satellitare del Mar Rosso precedentemente pubblicati con i dati di telerilevamento e di modellazione oceanica per esaminare quali fattori ambientali spiegano meglio la presenza di giovani squali balena.
La base era costituita da 45 giovani squali balena, lunghi circa cinque metri, che furono taggati tra il 2009 e il 2011 vicino a Al Lith sulla costa dell’Arabia Saudita. Lo studio non è quindi una nuova campagna di cattura o etichettatura, ma una nuova valutazione di preziosi dati storici di tracciamento utilizzando moderni modelli ambientali e di movimento.
Perché il Mar Rosso è diverso
In molti punti caldi degli squali balena, la clorofilla, la temperatura e i fronti costieri produttivi sono considerati segnali importanti per l’alimentazione. Ma il Mar Rosso non rientra perfettamente in questo schema. È caldo, salato, povero di nutrienti e non ha un afflusso permanente di acqua dolce. Tuttavia, c’è una notevole presenza stagionale di squali balena nel Mar Rosso centrale intorno a Al Lith.
È proprio questo apparente disaccoppiamento che rende interessante la nuova analisi. Se i giovani squali balena non seguono semplicemente i campi di clorofilla più visibili, altri processi devono spiegare perché utilizzano determinate aree per più tempo. Lo studio si concentra quindi sull’oceanografia tridimensionale: profondità dello strato misto, direzione del vento, corrente e temperatura.
Vortici come luoghi mobili di alimentazione
I modelli hanno trovato chiare relazioni tra la presenza dello squalo balena e la profondità dello strato misto, la direzione del vento, la corrente nord-sud e la temperatura della superficie del mare. Inoltre, l’analisi dei movimenti ha indicato che gli animali nell’asse centrale e meridionale del bacino trascorrevano più tempo a cercare o a nutrirsi invece di limitarsi a migrare rapidamente.
I vortici della mesoscala sono particolarmente emozionanti. Tali corpi d’acqua rotanti possono portare le sostanze nutritive da livelli più profondi, avviare la fioritura del plancton e mantenere lo zooplancton in un’area migratoria per settimane o mesi. Per un giovane squalo balena, una vertebra diventa una sorta di finestra di alimentazione mobile in un mare altrimenti povero di nutrienti.
Lo studio descrive sia le strutture cicloniche che quelle anticicloniche come possibili punti di riferimento. Ad esempio, gli animali hanno seguito tali vortici per diversi giorni. Ciò non significa che uno squalo balena legga una vertebra come una mappa. Sono possibili segnali indiretti: odori di plancton, limiti di temperatura, taglio della corrente o semplicemente l’esperienza che certe zone dinamiche dell’acqua portano regolarmente cibo.
Gli animali giovani hanno bisogno di molta energia
Gli squali balena giovani sono ancora in crescita e richiedono grandi quantità di piccole prede. Nel caldo Mar Rosso, questa ricerca di energia può essere particolarmente impegnativa perché le zone produttive sono limitate nello spazio e nel tempo. Uno strato misto più profondo può aiutare in questo caso perché collega gli strati d’acqua superficiali e più profondi, rendendo più disponibili i nutrienti e il materiale organico.
Gli autori discutono anche dell’influenza del Golfo di Aden. Acqua più ricca di nutrienti può essere trasportata nel Mar Rosso meridionale e centrale e, insieme al vento, ai monsoni e ai vortici, crea opportunità di alimentazione. Ciò che conta per gli squali balena non è tanto un singolo punto sulla mappa quanto uno schema in movimento di acqua, vento e cibo.
Cosa significa questo per la protezione degli squali
Questa prospettiva è importante per la tutela della specie. Gli squali balena sono classificati come a rischio di estinzione dalla IUCN e molti rischi sorgono proprio laddove l’habitat prevedibile incontra l’uso umano. Se i vortici e gli strati misti attuali aiutano a prevedere i punti caldi degli squali balena, in futuro le misure di protezione potrebbero essere pianificate in modo più dinamico.
Lo studio menziona tra le altre cose le aree protette stagionali o l’adeguamento delle rotte marittime come applicazioni. Ciò è particolarmente rilevante perché le collisioni con imbarcazioni e navi rientrano tra le minacce più importanti per gli squali balena. Se le probabilità di localizzazione possono essere stimate meglio utilizzando i dati oceanici, la gestione può reagire prima, piuttosto che dopo avvistamenti o incidenti.
Uno sguardo agli oceani più caldi
Il Mar Rosso è spesso considerato uno sguardo sulle possibili condizioni future di altri mari tropicali a causa delle sue alte temperature e del rapido riscaldamento. Se gli squali balena fanno molto affidamento sulle strutture oceaniche dinamiche, ciò potrebbe essere importante anche per altre regioni in cui la produttività, le temperature e i modelli attuali stanno cambiando.
I ricercatori restano cauti. L’analisi si basa su dati di tracciamento storici e informazioni ambientali modellate. Il lavoro futuro con misurazioni dirette in acqua, ad esempio tramite alianti o profili CTD, dovrà esaminare quali processi fini nelle vertebre concentrano effettivamente il cibo e come gli squali balena percepiscono questi segnali.
Cosa ne traggono i subacquei
Per i subacquei di squali, lo studio è un simpatico promemoria del fatto che l’incontro con uno squalo balena non è mai solo fortuna o una bella coincidenza. Spesso dietro un avvistamento si nascondono processi invisibili: vento, acque profonde, plancton, correnti e campi alimentari in movimento. Questo è esattamente il motivo per cui gli incontri naturali non possono essere garantiti e non dovrebbero essere forzati attraverso la pressione, il monitoraggio o l’alimentazione.
Se vuoi sperimentare rispettosamente gli squali balena, hai bisogno di pazienza, distanza e un buon briefing. Gli animali non seguono i nostri programmi di viaggio, ma piuttosto un mare tridimensionale. Il nuovo lavoro rende questo mare più leggibile e allo stesso tempo mostra perché una vera protezione dello squalo balena deve tenere conto non solo dei singoli punti caldi, ma dei processi in movimento nell’intero bacino.


