Immersioni con gli Squali

Squalo grigio - Carcharhinus plumbeus

Lo squalo grigio Carcharhinus plumbeus è un robusto carcarinide, con dorso grigio-bruno, ventre chiaro e senza marcature evidenti sulle pinne. Il carattere più utile è la prima pinna dorsale alta ed eretta, posta sopra o poco davanti alla base delle pettorali.

NOAA Fisheries descrive anche il muso corto e arrotondato, le grandi pinne pettorali e la cresta cutanea tra la prima e la seconda dorsale. Questa combinazione lo distingue da squali costieri simili, come lo squalo leuca o lo squalo bruno.

Testa, denti e forma del corpo

La testa è larga e smussata, con muso più corto della larghezza della bocca. I denti superiori sono triangolari e seghettati, adatti ad afferrare pesci e altre prede mobili. Il corpo è potente più che estremamente slanciato, coerente con un cacciatore che si muove vicino al fondo.

Gli adulti misurano spesso circa due metri, e gli esemplari grandi possono avvicinarsi a 2,4 metri. I neonati mostrano già il profilo tipico, con dorsale alta e pettorali larghe.

Lo squalo grigio è ampiamente distribuito nei mari tropicali e temperato-caldi. Nell’Atlantico occidentale vive dalla costa orientale degli Stati Uniti attraverso golfo del Messico e Caraibi fino al Sud America; è presente anche in Atlantico orientale, Mediterraneo, Indo-Pacifico, Australia e parti del Pacifico centrale e orientale.

FishBase considera la specie costiero-pelagica ma di solito vicina al fondo, su piattaforme continentali e insulari e nelle aree più profonde adiacenti. I record vanno da acque basse a circa 280 metri.

Baie, fondi sabbiosi e nursery

Il nome non significa che sia semplicemente uno squalo da spiaggia. Usa fondali sabbiosi o fangosi, zone lisce di piattaforma, baie, imboccature portuali ed estuari; forti frangenti, fondi molto accidentati e barriere coralline sono meno tipici.

I giovani crescono in aree costiere basse e protette, ricche di cibo e con meno grandi predatori. In parti dell’areale la specie compie anche migrazioni stagionali.

Gli squali grigi sono predatori opportunisti del fondo e dell’acqua immediatamente sovrastante. Mangiano pesci ossei, piccoli squali, razze e invertebrati come granchi, gamberi, polpi e calamari.

I dati riproduttivi dell’Atlantico nord-occidentale mostrano perché la specie è sensibile alla pesca intensa: Baremore & Hale (2012) hanno rilevato maturità intorno a 12-13 anni, femmine materne spesso più anziane e una media di circa otto piccoli per parto.

Nascita viva e piccoli

La specie è vivipara placentare. Gli embrioni si sviluppano nella madre e, dopo la fase iniziale del tuorlo, vengono nutriti da una placenta del sacco vitellino. Dopo circa otto-dodici mesi di gestazione, i piccoli nascono in nursery costiere basse.

Le nascite avvengono spesso nella stagione calda. I piccoli misurano circa 55-65 centimetri; crescita lenta e maturità tardiva rendono il recupero delle popolazioni graduale.

Lo squalo grigio è classificato globalmente come In pericolo dalla IUCN Red List. La specie è diffusa, ma le abitudini costiere la espongono a pesca commerciale, bycatch, pesca ricreativa e commercio di carne, pelle, olio di fegato e pinne.

Perché la specie è vulnerabile

  • Maturità tardiva: molti animali non si riproducono prima di oltre dieci anni.
  • Parti limitati: il numero di piccoli è ridotto, spesso da pochi a poco più di una dozzina.
  • Lunghe pause riproduttive: le femmine non si riproducono ogni anno.
  • Pesca costiera: palangari, reti e altri attrezzi possono catturare adulti, giovani e migratori.
  • Dipendenza dalle nursery: baie ed estuari sono produttivi, ma intensamente usati dall’uomo.

La protezione richiede sbarchi bassi o vietati, identificazione affidabile a livello di specie, tutela delle nursery e regole internazionali per pesca e commercio.

Gli squali grigi normalmente non sono aggressivi verso le persone. Vivono soprattutto vicino al fondo, si nutrono di prede più piccole e sono meno legati alla zona dei frangenti rispetto ad altri squali costieri.

Florida Museum descrive comunque la specie come potenzialmente pericolosa, perché i grandi animali sono abbastanza forti da causare ferite serie. Meglio non toccarli né chiuderli in un angolo, e trattare con rispetto gli animali allamati.

Pesca e immersioni

Il contatto principale con l’uomo avviene tramite la pesca. In varie regioni la specie è stata valorizzata per taglia, carne e pinne, contribuendo a cali in alcuni stock.

Per i subacquei è meno uno squalo classico di reef che una specie di acque costiere aperte e piattaforma. Dove avvengono incontri, appare spesso calmo, potente e con pinne ampie.

Scheda informativa

  • Prima descrizione:(Nardo, 1827)
  • Dimensione massima:2,40m
  • Profondità:0 - 280m
  • Età massima:20-26 Jahre
  • Peso massimo:118kg
  • Tipo di acqua:Acqua salata, Acqua salmastra
  • Stato IUCN:In pericolo

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