A Panama le autorità hanno fermato un container con 109 sacchi di pinne di squalo. Secondo un rapporto dell’agenzia di stampa EFE, il carico doveva essere spedito dal porto di Manzanillo, nella provincia di Colón, in Malaysia. Nei documenti di trasporto non veniva quindi dichiarato come pinne di squalo, ma come vesciche di pesce o fish maw.
La scoperta è più di una violazione doganale. Gli esperti coinvolti devono prima chiarire da quale specie di squalo provengono le pinne. Solo allora si potrà valutare quali norme nazionali e regolamenti CITES si applicano alle singole parti. Al momento della segnalazione l’identificazione della specie non era ancora stata completata.
Operazione congiunta nel porto di Manzanillo
Il container è stato scoperto sulla costa caraibica, sul Mar dei Caraibi. Secondo EFE, nell’operazione erano coinvolti il Ministero dell’Ambiente MiAmbiente, la Direzione investigativa della polizia DIP, la Procura della Repubblica e l’Autorità per la pesca ARAP. Il caso dovrebbe essere consegnato al procuratore ambientale.
Non è ancora chiaro chi abbia acquistato la merce, da quali zone di pesca provenisse e se le pinne fossero state prelevate da animali sbarcati legalmente. La falsa dichiarazione costituisce quindi un importante dettaglio investigativo, ma non la prova che gli squali siano stati catturati in mare e i loro corpi gettati in mare. Il finning e il fin trading sono problemi correlati ma non identici.
L’analisi tassonomica determinerà l’applicazione della CITES
Gli specialisti esaminano tassonomicamente le parti sequestrate. Per le pinne essiccate e miste, l’identificazione è difficile senza caratteristiche appropriate o metodi genetici. È ancora centrale: le regole di CITES sono legate alla rispettiva specie, non solo al nome generico pinna di squalo.
Se vengono rilevate specie protette, gli investigatori devono verificare se l’origine, l’esportazione e il trasporto rispettano le autorizzazioni e la documentazione richieste. In una spedizione mista potrebbero essere presenti pinne di diverse specie. Non è possibile ricavare in modo affidabile il numero di squali colpiti da 109 sacchi senza peso, gamma di specie e composizione.
Quota zero di Panama da gennaio 2026
Il contesto politico è insolitamente severo: la comunicazione del Ministero dell’Ambiente panamense dichiara che dal 1 gennaio 2026, una quota di esportazione pari a zero si applica alle specie di squali e razze nelle appendici CITES. La norma riguarda le esportazioni commerciali di animali, prodotti, parti e derivati; Esistono eccezioni solo per scopi scientifici, medici, didattici, di applicazione della legge o forensi approvati.
MiAmbiente giustifica la quota zero con il principio di precauzione, la vulnerabilità biologica di molte specie e dati ancora insufficienti sulle popolazioni e sulla tracciabilità. Per la verdesca il ministero menziona espressamente la norma come misura preventiva. Tuttavia, non si tratta di un divieto generale di esportazione per tutte le specie di squali esistenti nel mondo, ma si riferisce piuttosto alle specie CITES registrate da Panama.
Perché la falsa dichiarazione è importante
I controlli sui porti funzionano solo se le autorità sanno cosa c’è in un container. Se un prodotto animale viene registrato con un nome diverso, è possibile evitare i test sulla protezione delle specie, le autorizzazioni e la prova dell’origine. Soprattutto nel caso delle pinne essiccate, la catena di fornitura è spesso lunga e passa attraverso diversi rivenditori e paesi.
La Malesia era il paese di destinazione, secondo il rapporto. Non è ancora noto se la merce debba essere ulteriormente lavorata lì, venduta o riesportata. Inoltre nel messaggio pubblicato non erano presenti informazioni attendibili sul peso totale, sul mittente e sui possibili destinatari.
Cosa resta da chiarire
- Specie: Quali squali possono essere identificati morfologicamente o geneticamente?
- Quantità: Qual è il peso netto e il numero delle singole pinne?
- Origine: Da quali attività di pesca, porti e paesi proviene il prodotto?
- Documenti: Chi ha dichiarato la spedizione come vesciche di pesce e quali prove sono state fornite?
- Conseguenza legale: Quali parti rientrano nell’CITES e nella quota zero di Panama?
Per la protezione degli squali il caso diventa pienamente comprensibile solo con queste risposte. Tuttavia, il sequestro dimostra già perché l’identificazione delle specie, la tracciabilità digitale e le ispezioni portuali congiunte sono cruciali: un divieto di esportazione protegge solo se vengono rilevate merci dichiarate in modo errato prima che lascino il porto.

