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Immersioni con gli Squali

La dogana di Kyiv blocca l’invio di una testa di squalo mako in Canada

La dogana di Kyiv ha sequestrato una testa di squalo mako spedita da Odessa in Canada. Secondo l’autorità mancavano i documenti di esportazione.

Ronny K31. Ottobre 2026
Testa preparata di squalo mako con le fauci aperte, sequestrata dalla dogana di Kyiv

Foto: Servizio doganale statale dell’Ucraina · CC BY 4.0. Ritaglio in formato 2:1.

La dogana di Kyiv ha intercettato una testa preparata di squalo mako che doveva essere spedita da Odessa in Canada. Come ha comunicato l’autorità doganale ucraina il 29 ottobre 2026, durante lo sdoganamento non sono stati presentati i documenti di esportazione richiesti. Il ritrovamento è avvenuto durante il controllo di spedizioni postali internazionali.

Gli esperti identificano il genere, ma non la specie precisa di mako

Gli specialisti dell’Istituto di zoologia Schmalhausen dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina hanno esaminato i reperti animali sequestrati. Hanno attribuito la testa di squalo al genere Isurus. Il comunicato non precisa la specie. Non indica nemmeno dove o quando lo squalo sia stato catturato: Odessa è il luogo dichiarato di spedizione, non un luogo di cattura accertato.

Le regole sul commercio della fauna valgono anche per i preparati tassidermici

Il caso riguarda il commercio transfrontaliero di una parte di animale. La CITES, Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, comprende sia gli animali vivi sia i prodotti derivati da animali protetti. L’autorità ambientale canadese spiega che, in base alla specie e al suo regime di protezione, possono essere necessari permessi di importazione o esportazione. Un preparato destinato all’esposizione non è quindi esente dai controlli sul commercio della fauna solo perché l’animale è già morto.

Secondo la dogana ucraina, il reperto sequestrato è soggetto alle regole CITES. L’autorità ha confiscato la testa per violazione delle norme doganali. Non riferisce né una condanna penale definitiva né una sanzione irrogata.

Restano interrogativi sulla provenienza

Il comunicato non fornisce prove sulle circostanze in cui l’animale è stato ucciso o il preparato acquistato. La mancanza dei documenti di esportazione non permette quindi, da sola, di risalire a una cattura specifica, a una zona di pesca o a un metodo di bracconaggio. Il fatto documentato è una spedizione fermata perché priva dei documenti richiesti.

Foto: Servizio doganale statale dell’Ucraina · CC BY 4.0. Ritaglio in formato 2:1.

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