Diverse immagini di squali uccisi a Cuba hanno suscitato nuova preoccupazione tra i subacquei e gli ambientalisti marini. Il 17 agosto 2026 CiberCuba ha riferito di casi avvenuti a Baracoa e Varadero. Le immagini non mostrano un’unica grande cattura, ma diversi episodi verificatisi nell’arco di pochi mesi in differenti tratti della costa dell’isola.
L’appello pubblico è stato formulato da Asociación de Buzos de Santiago de Cuba. L’organizzazione mette in guardia dalle conseguenze sulla rete alimentare marina, ma evita di attribuire semplicemente la colpa: la grave crisi economica e di approvvigionamento di Cuba sta influenzando le decisioni di molte famiglie. La tutela deve quindi tenere conto sia degli animali che della realtà di vita della popolazione costiera.
Tre casi tra Baracoa e Varadero
A maggio, nella zona costiera di Yumurí vicino a Baracoa, è stato catturato uno squalo il cui peso dichiarato superava i 500 chilogrammi. Immagini ampiamente diffuse mostravano l’animale già smembrato sulla riva. Dalle sole immagini non è possibile stabilire con certezza la specie né le condizioni della cattura.
A luglio, un altro grande squalo è stato catturato al largo della Calle 50 di Varadero. Secondo il post originale sui social media, anche questo animale è stato successivamente tagliato. Pochi giorni dopo, un uomo ha trasportato uno squalo martello in motocicletta per Varadero, con la pinna caudale che strisciava sull’asfalto.
Le immagini dimostrano animali morti, ma non rispondono a domande centrali: specie, dimensioni e grado di maturità non sono sempre confermati scientificamente. Mancano inoltre informazioni pubblicamente attendibili sugli attrezzi da pesca, sui permessi, sull’esatta ubicazione delle catture e sulle possibili catture accessorie. Sarebbe quindi prematuro dedurre automaticamente da ogni foto una violazione giuridica concretamente provata.
Un allarme che considera insieme fame e conservazione
I subacquei di Santiago de Cuba non parlano solo di mancanza di consapevolezza ambientale. Menzionano specificamente la fame, la scarsità e la pressione per utilizzare il cibo disponibile. Questa classificazione non giustifica le uccisioni evitabili o illegali, ma mostra perché i divieti puri spesso non sono sufficienti in una crisi di approvvigionamento.
Una protezione efficace richiede quindi qualcosa di più dell’indignazione per le singole immagini. I pescatori e le comunità costiere hanno bisogno di regole comprensibili, alternative sicure, controlli efficaci e modi per denunciare accuratamente le catture. Senza tali strutture, gli obiettivi ecologici e la sicurezza immediata dei mezzi di sussistenza possono rapidamente entrare in conflitto.
Gli squali di Cuba sono già sottoposti a forte pressione
Il quadro scientifico è preoccupante. Secondo un inventario del 2023 sui pesci cartilaginei di Cuba, nelle acque cubane sono registrate 83 specie: 57 squali, 25 razze e una chimera. Circa il 47% è considerato minacciato secondo le categorie IUCN utilizzate; tra gli squali, il 54,38% delle specie rientra in una categoria di minaccia.
Non tutti gli squali svolgono lo stesso ruolo ecologico. Le specie costiere, della barriera corallina e offshore variano notevolmente in termini di dieta, crescita e habitat. Tuttavia, molti crescono lentamente, raggiungono tardi la maturità sessuale e producono solo pochi piccoli. Le rimozioni ripetute possono quindi avere un impatto maggiore sugli stock locali che sui pesci alimentari a riproduzione più rapida.
I luoghi menzionati collegano anche il Mar dei Caraibi con l’Atlantico occidentale. Gli squali si spostano oltre i confini amministrativi e delle aree protette. I singoli controlli locali possono quindi essere solo parte di una strategia che riunisce dati sulle catture, identificazione delle specie, aree protette e cooperazione regionale.
Gli squali vivi hanno anche un valore economico
Gli squali hanno anche un valore economico per le regioni di immersione. Incontri regolari e gestiti in modo responsabile generano reddito per operatori nautici, centri diving, strutture ricettive e altri servizi locali. Questo beneficio può durare molti anni, mentre un animale ucciso può essere utilizzato una sola volta. L’argomento è valido, però, solo se i ricavi raggiungono davvero le comunità costiere.
L’appello dei subacquei cubani non deve quindi essere interpretato come un conflitto tra persone affamate e tutela della natura. Descrive una dipendenza comune: mari sani sostengono nel lungo periodo pesca, turismo e sicurezza alimentare. Aiuti immediati, migliore documentazione e protezione coerente delle specie devono agire insieme affinché questa base non venga ulteriormente indebolita.

