Una femmina gravida di squalo di barriera caraibico nelle Isole Cayman porta ora un tag che diventa davvero attivo solo al momento della nascita. Per la ricerca è uno sguardo raro su una fase della vita che negli squali resta spesso nascosta: dove nascono esattamente i piccoli?
Il Cayman Islands Department of Environment segnala il primo uso di un Birth-Alert Tag su una femmina gravida di squalo di barriera caraibico (Carcharhinus perezi) lunga circa due metri. L’animale è stato esaminato il 5 giugno 2026 dal DoE Shark Research Team insieme a ricercatori della Coastal Oregon Marine Experimental Station della Oregon State University.
Il team ha misurato lunghezza e circonferenza, raccolto campioni di DNA e sangue e usato un ecografo veterinario portatile. L’ecografia ha mostrato tre grandi piccoli nell’utero. Per il DoE è stata la prima gravidanza confermata con ecografia in questo programma; le dimensioni dei piccoli indicavano che il parto poteva essere vicino.
Un tag che parla alla nascita
Dopo l’esame, il Birth-Alert Tag, o BAT, è stato inserito nell’utero. Lì resta inattivo tra i piccoli. Quando lo squalo partorisce, il piccolo tag a galleggiamento positivo viene espulso con loro, sale in superficie e trasmette via satellite ora e luogo della nascita.
Questa informazione precisa manca per molte specie di squali. Gli adulti possono essere marcati e i siti d’immersione osservati, ma aree di parto e prime nursery sono spesso note solo indirettamente. Un BAT non filma il parto, ma apre una finestra di coordinate: qui, in questo spazio costiero, la nascita è avvenuta.
È importante perché i piccoli usano spazi diversi dagli adulti. Aree costiere basse, mangrovie e zone riparate possono offrire cibo e copertura, ma sono anche luoghi con pesca, traffico nautico e sviluppo costiero. Conoscere meglio le nursery permette di rendere più mirate protezione e gestione.
Un secondo tag segue l’anno successivo
Il BAT non è l’unico tag su questo squalo. Il team ha fissato anche un Pop-up Satellite Archival Tag, o PSAT, alla prima pinna dorsale. Registra per un anno profondità, temperatura e movimenti orizzontali, poi si stacca, galleggia in superficie e trasmette via satellite i dati archiviati.
La combinazione è la parte più interessante: il BAT dovrebbe segnare il momento e il possibile luogo del parto, mentre il PSAT mostra come la femmina usa l’habitat durante la gravidanza e dopo la nascita. Una singola cattura di ricerca diventa così una storia di movimento più lunga.
Il Cayman Compass colloca il lavoro in oltre un decennio di ricerca locale sugli squali. Progetti satellitari precedenti hanno mostrato che gli squali di barriera caraibici si spostano regolarmente tra le tre Isole Cayman, talvolta oltre le acque caymaniane, e possono raggiungere 300-400 metri di profondità.
Popolazione piccola, grandi lacune
Gli squali di barriera caraibici sono predatori apicali tipici delle barriere tropicali. Nelle Isole Cayman sono protetti, ma la popolazione locale è piccola. Cayman Compass riferisce, citando il Department of Environment, che nelle acque delle Cayman si stimano meno di 200 individui residenti.
Con così pochi animali residenti, ogni dato solido su riproduzione, uso dell’habitat e movimenti conta. Non basta sapere che una specie vive in un’area protetta. Bisogna anche capire quando le femmine gravide si avvicinano alla costa, dove partoriscono e quali aree basse contano nelle prime settimane di vita.
Sulla base degli indizi disponibili, il DoE ritiene che le sei specie di squali costieri registrate nelle Isole Cayman partoriscano probabilmente tra maggio e settembre. Oltre allo squalo di barriera caraibico, includono squalo nutrice, squalo limone, squalo pinna nera, squalo tigre, grande squalo martello e squalo martello smerlato. Il nuovo tag dovrebbe aiutare a precisare questa finestra per specie.
Cosa può contribuire il pubblico
L’agenzia chiede alla popolazione di osservare in estate eventuali piccoli squali e grandi femmine nelle zone basse vicino alla riva. Avvistamenti di piccoli, squali feriti o animali morti devono essere inviati a sharks@gov.ky. Queste segnalazioni possono collegare i dati tecnici dei tag alle osservazioni lungo la costa.
Il DoE dà anche indicazioni pratiche ai pescatori. Se uno squalo è vicino, la pesca dovrebbe essere sospesa finché l’animale non si allontana. Se uno squalo viene agganciato accidentalmente, contano rapidità e delicatezza. Ami circolari non inox possono ridurre il rischio di ferite profonde.
Un momento invisibile diventa misurabile
Per i subacquei la storia è interessante perché guarda dietro gli incontri di barriera più noti. Uno squalo di barriera caraibico sul drop-off è facile da riconoscere; la nascita dei suoi piccoli resta quasi sempre invisibile. Il Birth-Alert Tag rende misurabile quel momento senza conoscere prima il luogo del parto.
Non è ancora chiaro quando il tag emergerà e quale posizione trasmetterà. Se funzionerà, non offrirà solo una novità tecnica: indicherà una possibile nursery. Nel tempo potrà migliorare l’immagine degli spazi costieri usati dalle femmine gravide, dei luoghi in cui i piccoli passano i primi giorni e di come queste aree vadano protette.
L’allarme nascita sulla barriera è quindi soprattutto uno strumento contro una vecchia lacuna di conoscenza. Non sostituisce regole di protezione né pesca prudente, ma può mostrare dove quelle regole sono più importanti. Per una piccola popolazione insulare con pochi squali di barriera residenti, questa informazione spaziale può fare davvero la differenza.


