Gattuccio pigiama - Poroderma africanum

Struttura corporea, caratteristiche e anatomia
Il gattuccio pigiama è uno squalo gatto slanciato con cinque-sette larghe strisce longitudinali scure che dalla testa proseguono lungo il corpo fino alla coda. Sul fondo bruno chiaro o grigio, privo della fitta punteggiatura dorsale di specie affini, il disegno è inconfondibile.
La testa è corta e larga e il muso smussato e arrotondato. I piccoli barbigli nasali non raggiungono la bocca; gli occhi ovali sono posti in alto e dietro si trovano piccoli spiracoli. Le due pinne dorsali senza spine sono molto arretrate e la seconda è nettamente più piccola.
La regione caudale è lunga, con un lobo superiore robusto e uno inferiore poco sviluppato. Gli adulti restano in genere ben sotto il metro; le lunghezze massime pubblicate sono circa 95-100 centimetri. Il catalogo delle specie della FAO indica strisce, barbigli corti e dorsali arretrate come caratteri diagnostici affidabili.
Distribuzione e habitat
Il gattuccio pigiama è endemico delle coste del Sudafrica. L’areale confermato segue l’Oceano Atlantico sudorientale, aggira il Capo e raggiunge l’Oceano Indiano occidentale; la specie è particolarmente comune tra Saldanha Bay ed East London.

FishBase lo descrive come uno squalo bentonico della piattaforma continentale. Vive dalla zona intertidale e di frangimento fino ad almeno 100 metri circa, con segnalazioni isolate a 282 metri. Le vecchie indicazioni per Madagascar, Mauritius e aree più settentrionali non sono confermate.
Falesie e scogliere rocciose, foreste di kelp, grotte e fessure sono habitat tipici, insieme alla sabbia accanto a strutture dure. Di giorno individui o piccoli gruppi si riparano sotto le sporgenze; di notte escono a caccia. La carta mostra un areale storico generale, non un confine preciso per gli avvistamenti attuali.
Stile di vita, alimentazione e riproduzione
I gattucci pigiama sono prevalentemente notturni e rimangono vicino al fondo. Di giorno riposano in grotte o fessure rocciose; dopo il tramonto esplorano scogliere, kelp e fondali sabbiosi vicini alla ricerca di prede.
Il SANBI Biodiversity Advisor elenca cefalopodi, crostacei, piccoli pesci ossei, bivalvi e policheti tra gli alimenti principali. Possono essere mangiati anche piccoli squali, razze e capsule ovigere. Attaccando polpi o seppie, lo squalo può strappare pezzi di preda ruotando il corpo.
Un recente studio dell’ecologia trofica conferma una dieta ampia e differenze tra giovani e adulti. La riproduzione è ovipara: la femmina depone di solito due capsule scure e rettangolari alla volta, fissandole al kelp o alle rocce con lunghi filamenti. Alla schiusa i piccoli misurano circa 14-15 centimetri.
Minacce e stato di conservazione
La Lista Rossa IUCN classifica il gattuccio pigiama a Rischio minimo. È diffuso negli habitat costieri adatti del Sudafrica, appare relativamente resistente e l’ultima valutazione non ha individuato un declino continuo della popolazione.
Il profilo sudafricano della specie documenta comunque interazioni con diverse attività di pesca. Strascico di fondo, pesca commerciale e ricreativa con lenze, nasse per aragoste, sciabiche da spiaggia e reti da posta possono catturare accidentalmente la specie.
Le norme sudafricane vietano di trattenerlo in alcune attività commerciali e limitano il prelievo ricreativo. La fedeltà ai siti e l’areale ristretto possono rendere vulnerabili gruppi locali. Rilascio accurato, protezione del kelp e delle scogliere e registrazioni attendibili delle catture accessorie restano quindi importanti.
Gattuccio pigiama e uomo
Il Museo della Florida descrive il gattuccio pigiama come innocuo per l’uomo. Le strisce nette, la presenza in acque basse e i luoghi di riposo tra kelp e scogliere sudafricane ne fanno un incontro interessante per i subacquei.
Un animale a riposo non deve essere tirato fuori da una grotta, toccato o spostato per una fotografia. Restando di lato, lasciando libera l’uscita ed evitando di illuminare a lungo gli occhi si può osservare il comportamento naturale.
In caso di cattura accidentale, lo squalo va tenuto in acqua e liberato rapidamente, senza sollevarlo per la coda o le branchie. Le capsule ovigere fissate al kelp o alle rocce non vanno rimosse. Gli acquari hanno fornito dati su crescita e sviluppo, ma servono spazio sul fondo, rifugi, acqua adatta e cure specialistiche.
Scheda informativa
- Prima descrizione:
- Dimensione massima:
- Profondità:
- Età massima:
- Peso massimo:
- Tipo di acqua:
- Stato IUCN:
Sistematica
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