Il National Marine Fisheries Service degli Stati Uniti vieterà l’importazione di prodotti ittici provenienti da 21 attività di pesca messicane ad alto rischio – comprese quelle di gamberi e squali nel Golfo di California e nel Pacifico. La motivazione è l’elevata cattura accessoria di mammiferi marini come balene, delfini e della vaquita, in pericolo critico di estinzione. Il divieto di importazione entrerà in vigore nel gennaio 2026.
Il divieto di importazione mira a ridurre le catture accessorie
Secondo la legge statunitense – il Marine Mammal Protection Act (MMPA) – possono esportare negli Stati Uniti solo le attività di pesca che rispettano standard comparabili a quelli delle pescherie americane per la tutela dei mammiferi marini. Secondo l’agenzia, diverse pescherie messicane di esportazione non soddisfano tali requisiti, tra cui quelle con reti da posta e a strascico dirette a squali, gamberi blu, curvina, acciughe, razze e aragoste. I divieti già esistenti contro le reti da posta nel nord del Golfo di California restano in vigore a causa del problema della vaquita.
“Questa è una vittoria che salva la vita di balene e delfini nelle acque messicane”, afferma Sarah Uhlemann (Center for Biological Diversity). “Vorrei che gli Stati Uniti fossero andati ancora oltre – anche altri paesi devono migliorare.”
Autorizzazioni parziali, rifiuti – e pressione per riforme
Oltre al Messico, 33 paesi hanno ricevuto solo autorizzazioni parziali; alcune attività di pesca possono continuare a esportare, altre no. Alcuni paesi sono stati completamente respinti perché non avevano presentato domanda. Le organizzazioni ambientaliste richiamano analisi secondo cui anche altre nazioni esportatrici non rispettano gli standard statunitensi e potrebbero necessitare di restrizioni.
“Chi vuole esportare negli Stati Uniti deve rispettare i rigorosi standard di protezione dei mammiferi marini”, sottolinea Zak Smith (NRDC). “La decisione di oggi ci avvicina a questo impegno.”
Catture accessorie: la più grande minaccia per i mammiferi marini
Ogni anno, oltre 650.000 balene, delfini e altri mammiferi marini muoiono intrappolati negli attrezzi da pesca in tutto il mondo. Tra il 1996 e il 2021 sono stati documentati almeno 218 intrappolamenti lungo le coste pacifiche e della Bassa California del Messico – soprattutto di megattere, ma anche di balene grigie, balenottere comuni, capodogli e balenottere di Bryde. La causa principale erano le reti da posta, seguite da trappole e nasse. Gli esperti chiedono quindi una graduale eliminazione degli attrezzi da pesca particolarmente rischiosi.
Dimensione economica e quadro giuridico
Gli Stati Uniti sono il maggiore importatore mondiale di prodotti ittici (2024: oltre 26,6 miliardi di US$). Dal Messico sono state importate quasi 99.000 tonnellate per un valore di oltre 596 milioni di US$ – tra cui circa 11 tonnellate di prodotti di squalo (133.000 US$) e oltre 4.878 tonnellate di gamberi selvatici del Pacifico (67 milioni di US$). Il MMPA esiste dal 1972, ma per molto tempo è stato applicato solo parzialmente. Dopo cause intentate da organizzazioni ambientaliste, il governo statunitense ha ora fissato scadenze vincolanti e preso la decisione attuale.
“Era da tempo necessario applicare questa disposizione fondamentale di protezione”, afferma Georgia Hancock (Animal Welfare Institute). “Chi mette in pericolo i mammiferi marini deve affrontare le conseguenze.”
Il messaggio è chiaro: senza misure efficaci contro le catture accessorie, le attività di pesca di esportazione perdono l’accesso al più grande mercato del mondo. Per il Messico – e altri paesi con autorizzazioni parziali – questo rappresenta una leva importante per modificare le attrezzature, rafforzare le normative e sostituire rapidamente i metodi di pesca pericolosi.




