Immersione con gli Squali

Squali cacciatori di uragani: come i ricercatori trasformano i predatori in fornitori di dati

I ricercatori dotano gli squali di sensori per prevedere meglio gli uragani, un nuovo modo per raccogliere dati dall’Atlantico.

Ronny K1 Settembre 2025
Squali cacciatori di uragani: come i ricercatori trasformano i predatori in fornitori di dati

Sono le temute star di film come Lo squalo o Sharknado, ma quest’anno gli squali potrebbero essere celebrati come eroi. Gli scienziati hanno iniziato a dotare questi predatori marini di sensori per raccogliere dati preziosi utili a prevedere gli uragani.

Sensori sullo squalo: cacciatori di dati nell’oceano

I ricercatori dell’Università del Delaware e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense hanno dotato squali blu e mako di sensori. Questi misurano la temperatura e la salinità dell’Atlantico, due fattori chiave per la formazione e l’intensità degli uragani. Normalmente, queste informazioni vengono fornite da costosi veicoli subacquei autonomi, in modo lento e con grande dispendio di risorse. Gli squali, invece, mobili e capaci di coprire ampie distanze, possono monitorare vaste aree oceaniche e fornire dati finora difficilmente accessibili.

«Applicando questi sensori agli squali che percorrono lunghe distanze, possiamo monitorare una parte molto più ampia dell’oceano che altrimenti rimarrebbe inosservata», spiega l’ecologo marino Aaron Carlisle dell’Università del Delaware.

Perché la temperatura dell’acqua alimenta gli uragani

Gli uragani traggono la loro energia dall’acqua calda. Quando la temperatura superficiale supera i 27 gradi Celsius (80 Fahrenheit), l’acqua evapora e rilascia grandi quantità di calore. Questo calore viene trasportato nell’atmosfera e fornisce il carburante per la formazione e l’intensificazione delle tempeste. Proprio questi dati sono fondamentali per prevedere tempestivamente lo sviluppo di condizioni meteorologiche pericolose.

Tecnologia collaudata, nuovi aiutanti

La NOAA utilizza veicoli subacquei autonomi dal 2014; questi possono raggiungere profondità superiori ai 900 metri ed effettuare misurazioni dettagliate. Tuttavia, la loro portata è limitata. Gli squali, invece, si immergono e attraversano vaste regioni oceaniche, rivelandosi così preziosi fornitori di dati flessibili. Approcci simili esistono già da tempo: nell’Artico e in Antartide foche e narvali vengono dotati di strumenti di misurazione, mentre in passato delfini e balene sono stati persino impiegati a scopi militari.

Uno sguardo al futuro

Il numero attuale di sensori impiegati è ancora limitato – anche a causa degli effetti della pandemia di COVID-19, che ha ritardato il progetto. Tuttavia, i ricercatori sono convinti che in futuro gli squali potrebbero svolgere un ruolo chiave nelle previsioni meteorologiche. Ciò che un tempo era considerato una figura da incubo della cultura pop potrebbe quindi rivelarsi un alleato indispensabile nella lotta contro i disastri naturali.

Specie menzionate

Squalo blu prionace glauca in acque blu

Squalo Azzurro

Squalo mako pinna corta Isurus oxyrinchus

Mako a Pinne Corte

Fonti

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