Immersione con gli Squali

Prova per la rimozione delle reti anti-squalo nel Nuovo Galles del Sud

Progetto pilota a Sydney: la rimozione delle reti anti-squalo mira a proteggere i bagnanti e allo stesso tempo a evitare la morte inutile di delfini, tartarughe e squali.

Ronny K20 Agosto 2025
Squalo martello impigliato in una rete anti-squalo nel Queensland

Le reti anti-squalo sono lunghe circa 150 metri e si trovano in acqua a diverse centinaia di metri dalla costa. A differenza di quanto credono molti bagnanti, non formano una barriera. Gli squali possono nuotare facilmente sotto o sopra le reti. Circa il 40 per cento degli animali catturati rimane intrappolato persino sul lato interno verso la spiaggia, il che significa che avevano già raggiunto la zona balneare. Inoltre, le reti non uccidono solo gli squali, ma anche delfini, tartarughe marine e altri animali marini – in modo del tutto indiscriminato.

Alternative all’uccisione degli squali

Da alcuni anni, l’Australia utilizza metodi moderni e non letali come la sorveglianza con droni, le SMART drumlines (in cui gli squali vengono catturati, marcati e rilasciati), sistemi di allerta in tempo reale e campagne di sensibilizzazione del pubblico. Stati come l’Australia Meridionale o l’Australia Occidentale hanno già abolito le reti anti-squalo e si affidano esclusivamente a questi approcci.

Nel Queensland, invece, l’uso di reti e lenze con esche è stato addirittura ampliato di recente – un approccio che gli esperti criticano come una “linea dura” politicamente motivata contro gli squali.

Grafico numero di squali impigliati nelle reti anti-squalo

Cambiamento dell’atteggiamento sociale

Studi dimostrano che, sebbene la paura degli squali nella popolazione rimanga costantemente alta, il sostegno alle misure letali è in calo. Molte persone non sapevano finora che le reti servono a uccidere gli squali e non a tenerli lontani. Ricerche più recenti mostrano inoltre che non vi è alcuna differenza negli incontri con squali tra spiagge con o senza reti.

Incidenti rari – altri pericoli maggiori

Tra il 2015 e il 2025, in Australia si sono registrati in media circa 20 feriti e poco meno di tre morti all’anno a causa di attacchi di squali. Nello stesso periodo, solo lo scorso anno 150 persone sono morte annegate mentre nuotavano, di cui 84 sulle spiagge. Statisticamente, il pericolo rappresentato dagli squali è quindi molto basso rispetto ad altri rischi in mare.

Un primo passo con valore simbolico

La selezione delle spiagge per la prova spetta alle comunità locali, che dovranno presentare le loro proposte al governo entro la fine di agosto. Gli esperti vedono nell’iniziativa un punto di svolta importante: essa crea l’opportunità di mostrare alla popolazione i vantaggi dei metodi di protezione moderni e, allo stesso tempo, di rafforzare la tutela degli animali marini minacciati.

Fonti

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