Immersione con gli Squali

Come gli squali blu diffondono l’inquinamento da plastica negli oceani del mondo

Nuovo studio rivela: gli squali blu raccolgono fibre di plastica nei loro intestini e le diffondono per migliaia di chilometri. Predatori marini migratori come inaspettati corrieri di rifiuti.

Ronny K8 Settembre 2025
Squalo blu Prionace glauca in acque azzurre
PamdexCC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’immensità degli oceani può sembrare infinita, ma non è immune all’influenza umana. Ogni anno, milioni di tonnellate di plastica e fibre sintetiche finiscono nei mari, dove si frammentano in minuscole particelle, viaggiano con le correnti, si accumulano nei sedimenti e penetrano nelle reti alimentari marine. Uno studio recente mostra ora che uno dei predatori marini più iconici svolge un ruolo inaspettato in questo ciclo: lo squalo blu.

Nuove ricerche dimostrano che gli intestini degli squali blu funzionano come contenitori temporanei, trattenendo le fibre abbastanza a lungo da accumularne quantità considerevoli. Le loro epiche migrazioni fanno sì che possano diffondere queste particelle attraverso interi bacini oceanici – ben lontano dal luogo in cui si sono originati. E non è solo della plastica che dobbiamo preoccuparci.

Distribuitori migratori di rifiuti dei mari

Gli squali blu (Prionace glauca) sono tra le specie di squali più comuni nelle acque temperate e tropicali e vengono spesso catturati come catture accessorie nelle pescherie di tonno a palangaro. La loro dieta è varia: mangiano pesci, cefalopodi e crostacei, percorrendo centinaia o addirittura migliaia di chilometri ogni anno.

Un team di ricerca guidato da Chenxuan Du della Shanghai Ocean University in Cina ha analizzato gli intestini degli squali blu e ha scoperto particelle sia di plastica che non plastica in ogni sezione dell’organo a spirale. La concentrazione più alta si trovava nella parte posteriore. In media, un singolo intestino conteneva circa 11 fibre di plastica e 48 fibre non plastiche.

Le fibre dominavano la miscela rilevata, rappresentando oltre il 95% delle particelle identificate. Le plastiche erano principalmente poliestere e polietilentereftalato, mentre le non plastiche comprendevano rayon e cotone – materiali noti per essere rilasciati durante il lavaggio e trasportati nei nostri oceani attraverso i sistemi fluviali.

Impatto complesso sull’ecosistema marino

La dimensione di queste fibre variava da circa 0,1 millimetri a oltre 8 millimetri. Sono abbastanza piccole da essere ingerite da altri organismi, ma anche abbastanza grandi da sopravvivere intatte alla digestione. Gli squali possono espellere queste particelle a chilometri di distanza dal loro punto di ingestione originale, diventando così corrieri inaspettati dell’inquinamento.

Diese Ergebnisse verdeutlichen, wie tief Meeresverschmutzung in Ozeanökosysteme eingewoben ist. Die Därme blauer Haie fungieren im Wesentlichen als temporäre Speichereinheiten für Müll, die sowohl Plastik- als auch Nicht-Plastikfasern lange genug festhalten, damit Forscher erhebliche Ansammlungen messen können.

“Gli squali non sono solo vittime passive dell’inquinamento, ma partecipanti attivi alla sua diffusione”, spiega la biologa marina Melissa Cristina Márquez.

Poiché gli squali blu migrano per migliaia di chilometri attraverso interi bacini oceanici, questi nuovi risultati aggiungono un ulteriore livello di complessità al già impegnativo compito di monitorare l’inquinamento marino. Inoltre, la discussione va oltre la plastica: le fibre non plastiche come rayon e cotone sono spesso considerate meno dannose perché si degradano più rapidamente, ma molte sono trattate con coloranti, ritardanti di fiamma o altri additivi chimici che possono essere tossici.

Se uno dei predatori più mobili dell’oceano può accumulare e ridistribuire particelle, è probabile che anche altre specie pelagiche – altri squali, tonni e pesci spada – svolgano ruoli simili. Questo significa che affrontare l’inquinamento marino è appena diventato molto più complicato.

Ogni fibra negli intestini degli squali blu studiati riflette un intreccio di attività umane, correnti oceaniche e sistemi biologici. Ogni frammento è una prova che i nostri rifiuti non scompaiono: viaggiano, permangono e si inseriscono negli stessi animali che ammiriamo. L’oceano non è troppo vasto per sfuggire alla nostra portata, e neppure le sue creature.

Specie menzionate

Squalo blu prionace glauca in acque blu

Squalo Azzurro

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