Immersioni con gli Squali

Il più grande mistero dell’oceano: dove si nascondono i cuccioli di squalo balena?

Gli squali balena sono i pesci più grandi della Terra, ma dove i loro cuccioli trascorrono i primi anni di vita è stato per decenni un enorme enigma per la scienza

Ronny K2. Marzo 2026
Rhincodon typus squalo balena nelle Flower Garden Banks USA Golfo del Messico

Gli squali balena sono gli indiscussi giganti dei nostri mari e i pesci più grandi della Terra. Possono superare i 12 metri di lunghezza e raggiungere fino a 20 tonnellate di peso. Questi giganti gentili, che si nutrono principalmente di plancton, krill e piccoli pesci, percorrono i nostri oceani nella loro forma attuale da oltre 28 milioni di anni e hanno superato ere glaciali e estinzioni di massa. Eppure, nonostante le loro dimensioni enormi e anni di ricerche, la natura custodisce ancora un affascinante mistero: Dove trascorrono i cuccioli di squalo balena i loro primi anni di vita?

Un miracolo statistico: milioni di cuccioli, ma nessuna traccia

Per molto tempo la scienza non sapeva nemmeno come nascessero gli squali balena. Solo nel 1996 la scoperta di una femmina gravida — affettuosamente chiamata “Mega Mama” — ha fornito la prova: gli squali balena sono ovovivipari e possono portare in sé oltre 300 embrioni in diversi stadi di sviluppo contemporaneamente.

Se si considera che ci sono decine di migliaia di femmine sessualmente mature, in teoria ogni pochi anni milioni di mini-squali balena dovrebbero essere rilasciati negli oceani. Questi esemplari appena nati, detti anche neonati, alla nascita sono minuscoli, solo 40-60 centimetri di lunghezza, riproduzioni in miniatura degli adulti. Ma la realtà è completamente diversa: in oltre 50 anni nel mondo sono stati scientificamente documentati meno di 40 di questi neonati. Questa totale assenza dei giovani è così estrema che sembra quasi impossibile dal punto di vista statistico.

La scoperta rivoluzionaria delle ‘zone morte’

Nel 2025 un team guidato dalla Dott.ssa Freya Wormsley pubblicò uno studio che potrebbe finalmente risolvere questo enigma. Invece di continuare a cercare femmine gravide, il team analizzò i pochi avvistamenti noti dei cuccioli e li confrontò con dati oceanici come profondità dell’acqua, correnti e temperature.

Il risultato fu sorprendente: gli avvistamenti dei cuccioli di squalo balena si concentrano nei pressi delle cosiddette zone di minimo ossigeno (OMZ). Si tratta di strati marini naturali che tipicamente si trovano a profondità comprese tra i 200 e i 1.000 metri e contengono pochissimo ossigeno disciolto.

Per la maggior parte dei grandi predatori marini, come i tonni, i pesci spada o gli squali blu pelagici, queste zone sono incubi fisiologici: le evitano, perché lì non possono respirare efficientemente. Per i lenti cuccioli di squalo balena, invece, queste “zone della morte” sembrano fungere da scudi protettivi viventi e da nursery libere dai predatori. Interessante notare che gli squali balena sono evolutivamente imparentati con gli squali epaulette, noti per sopportare per ore gravi carenze di ossigeno senza danni.

Inoltre, queste zone povere di ossigeno spesso si trovano proprio al di sotto di acque superficiali molto produttive, il che significa che i piccoli squali possono nutrirsi abbondantemente di plancton in superficie. Soprattutto al largo delle coste dell’America occidentale, dell’Africa occidentale (ad es. Angola e Capo Verde) e dell’India, tali aree sembrano offrire condizioni ideali.

Piano geniale o caso della natura?

Non è ancora chiaro come i cuccioli raggiungano queste zone. I ricercatori hanno due teorie principali:

  • Il parto intenzionale: Le femmine gravide di squalo balena si dirigono appositamente verso queste regioni marine per far nascere i loro piccoli in un ambiente sicuro. Ciò renderebbe gli squali balena dei pesci con un comportamento altamente sviluppato.
  • Compressione verticale dell’habitat: Le femmine partoriscono da qualche parte nell’oceano aperto e i cuccioli ancora deboli vengono trasportati dalle correnti marine in queste zone, dove le profondità povere di ossigeno li spingono verso la superficie.

Una corsa contro il tempo

Questa affascinante scoperta porta però anche un urgente avvertimento. A causa del riscaldamento globale degli oceani le correnti marine stanno cambiando e le zone di minimo ossigeno si stanno espandendo sempre di più – ormai ricoprono tra il 14 e il 32% degli oceani mondiali. Questo potrebbe significare per i cuccioli di squalo balena che il loro habitat potenziale aumenta, ma comporta anche il rischio che vengano separati dalle loro fonti di cibo vitali o trascinati in acque più pericolose.

Per garantire il futuro di questi giganti gentili, gli scienziati stanno ora lavorando intensamente per dotare precocemente le femmine gravide e i giovani squali di trasmettitori. Se riusciremo a prevedere con precisione dove si trovano le nursery degli oceani, rotte marittime, pressione della pesca e aree marine protette potrebbero essere adeguate in via preventiva.

Specie menzionate

Squalo balena rhincodon typus

Squalo balena

Fonti

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