Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2026 e aggiornato il 19 ottobre 2026.
Aggiornamento del 19 ottobre 2026
La Guardia costiera statunitense ha sospeso domenica 18 ottobre le ricerche di altri superstiti del naufragio al largo di Ensenada, riferisce NBC 7 San Diego, citando l’agenzia. Venerdì erano state recuperate dall’acqua 16 persone; le ricerche riguardavano circa altre undici. Secondo la Guardia costiera, il totale inizialmente indicato di 27 persone a bordo resta da confermare.
USA TODAY, citando una dichiarazione ricevuta direttamente dalla Guardia costiera, riferisce che tre delle persone soccorse presentavano lesioni compatibili con morsi di squalo. Il dato precisa il numero non specificato nelle prime notizie. I resoconti non accertano né la specie di squalo né decessi causati da morsi.
Secondo le ultime informazioni delle autorità riportate da NBC, sull’incidente è in corso un’indagine federale. La sospensione delle ricerche non chiarisce la sorte dei dispersi. Le precedenti informazioni sulle ricerche in corso e sul numero allora sconosciuto delle presunte vittime di morsi restano documentate qui sotto nel resoconto precedente.
Resoconto precedente del 18 ottobre 2026
Diversi sopravvissuti a un naufragio avvenuto lontano dalla costa messicana sono stati curati per sospetti morsi di squalo. Come riferito da Associated Press il 17 ottobre, citando la Guardia Costiera statunitense, diversi soccorsi presentavano gravi ferite compatibili con morsi di squalo. I soccorritori hanno prestato cure di primo soccorso salvavita durante il trasferimento a San Diego.
Venerdì 16 ottobre 2026 sono state tratte in salvo 16 persone dal Pacifico. I sopravvissuti hanno riferito che a bordo si trovavano 27 persone. Il giorno successivo proseguivano le ricerche di altre undici. Secondo il consolato messicano, tutte le persone soccorse erano di nazionalità messicana.
Richiesta di soccorso molto a ovest di Ensenada
La richiesta di soccorso è arrivata intorno all’una di notte: l’imbarcazione stava imbarcando acqua e affondando. Il naufragio è avvenuto circa 140 miglia, ossia 225 chilometri, a ovest di Ensenada. Secondo la Guardia Costiera, un elicottero di soccorso ha raggiunto le persone circa due ore dopo la chiamata. Il recupero delle 16 persone dall’acqua ha richiesto circa 90 minuti.
Le ricerche sono proseguite con velivoli e navi della Guardia Costiera e della Marina statunitensi, con il supporto della Marina messicana. Il Times of San Diego ha riferito il 17 ottobre che, al momento dell’aggiornamento citato, non erano state trovate altre persone. Le squadre hanno tenuto conto di correnti, vento e onde nelle ricerche nell’area dei detriti.
I morsi restano un sospetto medico
Il successivo comunicato della Guardia Costiera parla di diversi feriti con sospetti morsi di squalo. Le notizie consultate non indicano il numero esatto delle persone interessate né identificano la specie di squalo. Neppure il numero dei dispersi permette di concludere che queste persone siano state attaccate dagli squali o siano morte per i loro morsi.
Lo scopo del viaggio rimane da chiarire
La regione è frequentata per la pesca e la navigazione da diporto, ma si trova anche lungo note rotte di contrabbando. Secondo la testata locale, lo scopo del viaggio era ancora oggetto di indagine. Il luogo del naufragio, da solo, non dimostra che il viaggio fosse illegale.

