Squalo martello smerlato - Sphyrna lewini

Morfologia, caratteristiche & anatomia
Caratteristiche esterne
Testa a martello (Cephalofoil)
La parte più evidente dello squalo martello dalla fronte arcuata è la sua testa allargata (‘cephalofoil’). Il margine anteriore della testa è fortemente incurvato e presenta al centro una profonda insenatura che conferisce al cephalofoil il suo caratteristico profilo ‘scalloped’. Le ‘alette’ laterali della testa sono strette e inclinate verso la parte posteriore, perciò gli occhi sono posizionati molto lateralmente. Questo grande spazio tra gli occhi (e le narici) consente allo squalo martello un campo visivo quasi a 360° e una percezione dell’olfatto particolarmente fine. La bocca dello squalo martello dalla fronte arcuata è ampia e rivolta in avanti. I denti sono triangolari, nettamente seghettati posteriormente e con margini lisci o finemente seghettati.
Forma del corpo e pinne
Il corpo di Sphyrna lewini è idrodinamico (‘fusiforme’) e relativamente snello. Tipico degli squali è l’assenza di un organo osseo tipo vescica natatoria; al suo posto un grande fegato ricco di olio fornisce il galleggiamento. La parte anteriore del corpo è conica e appuntita, la pinna caudale è stretta. La prima pinna dorsale è grande e falciforme, la seconda pinna dorsale è decisamente più piccola (con margine posteriore concavo). Le pinne pelviche e anali sono piccole e basse; in particolare le pinne pelviche (pelvics) hanno un margine posteriore dritto. La pinna caudale è eterocerca (asimmetrica).
Pelle e squame
La pelle dello squalo martello smerlato è ricoperta da placoidi («denticles») — si tratta di piccole squame simili a denti, costituite da dentina e smalto. Queste squame conferiscono alla pelle una superficie strutturata, simile a carta vetrata, e riducono la resistenza all’acqua durante il nuoto. In S. lewini i singoli denticles sono stretti e convessi; i giovani presentano di solito tre creste longitudinali su ciascuna squama, gli adulti fino a cinque.
Bocca, denti e branchie
La bocca si trova ventralmente (sotto) sulla testa. Come descritto nelle fonti, la mandibola è leggermente retratta, perciò la bocca è «subterminale». I denti sono disposti sia nella mascella superiore che in quella inferiore e si caratterizzano per la forma triangolare e i margini posteriori finemente seghettati. L’apertura branchiale è composta da cinque fessure branchiali su ogni lato del corpo, cosa tipica degli squali.
Organi sensoriali
Olfatto
Il senso dell’olfatto dello squalo martello smerlato è straordinariamente sviluppato. Grazie alla larga separazione delle narici sulla testa ampia, l’animale può percepire gli odori separatamente con entrambi i lati («stereo-olfazione»). Le rosette olfattive (le vere strutture olfattive) nella cavità orale sono molto grandi: nello squalo martello smerlato esse costituiscono circa 7 % della massa cerebrale totale, rispetto a circa 3 % in altre specie di squali. Questa dotazione gli permette di rilevare minuscole tracce di sangue nell’acqua (soglie dell’ordine di una parte di sangue su 25 milioni di parti d’acqua).
Elettrorecezione (ampolle di Lorenzini)
Come tutti gli squali, anche Sphyrna lewini possiede le ampolle di Lorenzini sulla testa — speciali cellule sensoriali in canali riempiti di gel. Queste ampolle sono distribuite sia sulla superficie inferiore sia su quella superiore del cephalofoil. Attraverso di esse lo squalo martello smerlato percepisce deboli campi elettrici nell’acqua (ad es. quelli generati dalle correnti muscolari di prede nascoste). Questo lo aiuta a localizzare, per esempio, pesci o razze sepolti nella sabbia.
Vista
Gli occhi del Bogenstirn-Hammerhai sono posizionati alle estremità esterne del cephalofoil. Questa disposizione rende il suo campo visivo straordinariamente ampio: può vedere quasi a 360° senza girare la testa. Studi dimostrano inoltre che lo squalo martello, rispetto agli squali dalla forma convenzionale, possiede un’area visiva binoculare notevolmente più ampia – nel Bogenstirn-Hammerhai è stato misurato un angolo di sovrapposizione di entrambi gli occhi di circa 34°, mentre i grandi squali tipici raggiungono solo circa 10°. Ciò gli conferisce una migliore percezione della profondità e capacità di acquisizione del bersaglio durante la caccia.
Anatomia interna
Scheletro cartilagineo
Sphyrna lewini ha, come tutti i pesci cartilaginei (Chondrichthyes), uno scheletro completamente cartilagineo. Il cranio e la colonna vertebrale sono costituiti da cartilagine ialina, circondata da uno strato di tessuto connettivo (pericondrio). Molte di queste aree cartilaginee sono inoltre ricoperte da piccole placche calcificate esagonali (Tesserae), che sostengono lo scheletro. Un vero e proprio scheletro osseo o una vescica natatoria non si sviluppano in S. lewini – la struttura della testa e della colonna vertebrale rimane flessibile e leggera.
Muscolatura
La muscolatura dello squalo martello è simile a quella di altri squali nuotatori veloci. È costituita da pacchetti muscolari segmentati (miomeri) lungo l’asse corporeo. Vi sono fibre muscolari rosse (aerobiche, resistenti) e bianche (a contrazione rapida). I muscoli rossi si trovano soprattutto lungo la colonna vertebrale e mantengono lo squalo martello in movimento durante nuotate prolungate, mentre i muscoli bianchi sono utilizzati per brevi scatti.
Organi interni
Il più grande organo interno è il fegato: può costituire fino al 25 % del peso corporeo ed è fortemente arricchito di olio. Questo tessuto oleoso fornisce galleggiamento e immagazzinamento di energia. Il sistema digestivo termina in un intestino provvisto di una valvola a spirale («valvola a spirale»), che aumenta la superficie interna e ottimizza così l’assorbimento dei nutrienti. Il cuore possiede – come in tutti gli squali – soltanto due camere (un atrio e un ventricolo). Dietro l’intestino si trova la ghiandola rettale, attraverso la quale vengono eliminati i sali in eccesso (parte del sistema di osmoregolazione). Anche i reni contribuiscono all’eliminazione dell’urea, con la quale S. lewini, come altri pesci marini, regola il proprio equilibrio idrico ed elettrolitico.
Risultati della ricerca e particolarità
Le indagini confermano che la conformazione corporea unica del Bogenstirn-Hammerhai conferisce notevoli vantaggi sensoriali. Uno studio ha dimostrato, ad esempio, che gli Hammerhaie, grazie alla loro ampia conformazione della testa, presentano un campo visivo binoculare molto più esteso rispetto ai grandi squali comuni. Allo stesso tempo, la larga disposizione di occhi e narici conferisce all’animale un campo di vista e di olfatto quasi completo a 360 gradi. La letteratura specialistica evidenzia inoltre che S. lewini possiede organi olfattivi sproporzionatamente sviluppati: la parte olfattiva del suo cervello è circa il doppio rispetto a quella degli altri squali. All’interno della Hammerhai-Familie si notano inoltre, nella specie, le caratteristiche incisioni nel cephalofoil: il margine «scalloped» distingue S. lewini da specie strettamente imparentate (il Glatthammerhai, per esempio, ha un margine cranico completamente liscio). Complessivamente, questi tratti anatomici rendono il Bogenstirn-Hammerhai un predatore specializzato con prestazioni sensoriali eccezionali e una forma idrodinamica.
Distribuzione e habitat
Il Bogenstirn Hammerhai è diffuso a livello globale negli oceani tropicali e nelle acque temperate calde. La sua presenza comprende l’Atlantico, l’Oceano Indiano e il Pacifico. In queste regioni marine la specie si trova sia in prossimità della costa sia in mare aperto. Sono presenti segnalazioni, tra l’altro, dall’Atlantico occidentale e orientale, dal Mar Rosso, dall’Oceano Indiano occidentale e da vaste aree del Pacifico centrale e orientale. La specie mostra un marcato legame con masse d’acqua calde e tende a evitare aree marine permanentemente fredde.

Habitat dei giovani
I giovani del Bogenstirn Hammerhai si trattengono preferenzialmente in acque costiere poco profonde. Habitat tipici sono baie, lagune, foci fluviali e aree della piattaforma continentale a bassa profondità. Queste zone offrono temperature dell’acqua relativamente elevate e una minore presenza di grandi predatori. Studi provenienti dal Centro America, dal Sud-est asiatico e dall’Atlantico occidentale mostrano che tali zone costiere svolgono un ruolo centrale come aree di accrescimento per i giovani. La permanenza spaziale dei giovani in questi habitat può protrarsi per diversi anni.
Habitat degli adulti
Gli esemplari adulti di squalo martello smerlato utilizzano un ventaglio di habitat marini molto più ampio. Si incontrano regolarmente sopra la piattaforma continentale, ma vengono osservati anche molto al largo delle coste, nell’oceano aperto. Sono particolarmente frequenti lungo monti sottomarini, scarpate e pendii insulari. Queste strutture sembrano essere importanti per l’orientamento e l’uso dello spazio. In alcune regioni sono stati rilevati esemplari adulti a profondità di diverse centinaia di metri, soprattutto durante migrazioni verticali.
Alternanza giorno-notte
L’habitat dello squalo martello smerlato non è statico, ma subisce variazioni legate all’ora del giorno. Di giorno molti individui si trattengono preferenzialmente a maggiori profondità, mentre durante la notte risalgono in strati d’acqua più superficiali. Questo comportamento è stato documentato sia in habitat costieri sia oceanici. L’uso verticale dell’habitat è probabilmente correlato a fattori ambientali come luce, temperatura e correnti.
Separazione spaziale per fasce d’età
All’interno dell’areale di distribuzione lo squalo martello smerlato mostra una netta separazione spaziale tra i giovani e gli adulti. Mentre i giovani sono fortemente legati a determinate zone costiere, gli adulti utilizzano habitat ampi e percorrono grandi distanze. Questa suddivisione riduce la competizione intraspecifica e aumenta le probabilità di sopravvivenza dei piccoli durante fasi di sviluppo sensibili.
Importanza degli habitat costieri stabili
L’uso a lungo termine di determinate regioni costiere come habitat per i giovani rende lo squalo martello smerlato particolarmente dipendente da zone di acque basse integre. Modifiche dovute a costruzioni costiere, inquinamento o pesca intensiva influiscono direttamente sulla disponibilità di habitat adatti. Poiché molte di queste aree vengono sfruttate per decenni, esse rivestono un’elevata importanza ecologica per la conservazione delle popolazioni regionali.
Modalità di vita, alimentazione & riproduzione
Habitat e comportamento migratorio
Gli squali martello smerlati (Sphyrna lewini) sono squali pelagici che si trovano negli oceani tropicali e subtropicali di tutto il mondo. Vivono prevalentemente in mare aperto, ma frequentano regolarmente la piattaforma continentale e si spingono in barriere coralline costiere, baie e zone marine poco profonde. Nel corso della giornata modificano notevolmente il loro areale di presenza. Al mattino migrano dal mare aperto verso zone costiere di acque basse, come banchi intorno alle isole o barriere coralline poco profonde. Durante il giorno le femmine si radunano soprattutto lungo i margini a strapiombo e le scarpate della barriera. Nelle ore serali gli individui ritornano in acque libere, dove si mettono attivamente alla ricerca di cibo.
Le migrazioni stagionali sono ben documentate. In diverse regioni i giovani si spostano verso latitudini più elevate durante i mesi caldi. Gli adulti invece si trattengono più frequentemente in aree di piattaforma continentale ricche di nutrienti, che offrono condizioni alimentari stabili.
Comportamento sociale
Gli squali martello smerlati si presentano sia singolarmente che in coppia o in banchi. All’interno di questi banchi predominano di solito le femmine. Le femmine adulte di grandi dimensioni occupano posizioni centrali, mentre le femmine più piccole nuotano più spesso ai margini del gruppo. I giovani formano banchi densi e distinti e rimangono in questi gruppi fino al raggiungimento della maturità sessuale.
I maschi vivono prevalentemente in solitudine e si uniscono ai gruppi di femmine solitamente solo durante il periodo riproduttivo. Su isole oceaniche isolate sono state osservate talvolta grandi aggregazioni che variano da diverse decine a diverse centinaia di individui.
Alimentazione
Spettro delle prede
- Pesci di banco come gli sgombri e i pesci costieri
- Cefalopodi come i calamari e le seppie
- Crostacei come i gamberi e altri crostacei
- Occasionalmente anche piccoli squali e razze
- Nelle regioni tropicali talvolta anche serpenti marini
I Bogenstirn Hammerhaie sono considerati predatori opportunisti, che adattano il loro spettro di prede all’offerta alimentare regionale. I giovani si nutrono principalmente di pesci costieri demersali, mentre gli adulti cacciano preferenzialmente pesci pelagici in branco e cefalopodi. Studi dell’Oceano Pacifico orientale mostrano che in alcune regioni i calamari e i pesci in branco costituiscono una quota particolarmente elevata della dieta.
La caccia avviene prevalentemente di notte. In questo contesto gli squali accelerano intenzionalmente verso la preda e spesso la inghiottono intera. Con prede più grandi queste vengono prima rese incapaci di muoversi con un morso potente.
Ruolo ecologico
Come grandi predatori, i Bogenstirn Hammerhaie occupano una posizione importante nella rete trofica marina. Regolando le popolazioni di pesci e cefalopodi contribuiscono alla stabilità degli ecosistemi marini e influenzano indirettamente la struttura delle comunità delle barriere coralline.
Riproduzione
Nascita e accudimento
I Bogenstirn Hammerhaie sono vivipari. Gli embrioni si sviluppano nell’utero mediante una placenta derivata dal sacco vitellino in entrambi gli uteri. Dopo una gestazione di circa nove-dodici mesi, una femmina partorisce solitamente tra dodici e 38 piccoli in una cucciata.
I neonati alla nascita misurano circa 40-50 centimetri e sono completamente sviluppati. Non esiste cura parentale. I giovani si aggregano immediatamente dopo la nascita in banchi e utilizzano le aree costiere poco profonde come aree protette per l’accrescimento.
Ciclo stagionale
La maturità sessuale viene raggiunta relativamente tardi. Le femmine diventano sessualmente mature di solito solo all’età di 15-17 anni, i maschi molto prima. In molte regioni la riproduzione è stagionale. Gli accoppiamenti avvengono spesso in determinati mesi dell’anno, a seconda delle condizioni ambientali regionali.
Dopo la nascita segue generalmente una fase di riposo, perciò le femmine in media danno alla luce la prole solo circa ogni due anni. Il basso tasso di riproduzione, unito alla tarda maturità sessuale, caratterizza l’intero ciclo vitale di questa specie.
Minacce & stato di conservazione
Il Bogenstirn-Hammerhai è uno squalo costiero di diffusione tropicale che in tutto il mondo è sottoposto a forti pressioni. Le principali cause sono la sovrapesca e l’elevato livello di catture accessorie. La specie viene sia pescata intenzionalmente sia catturata accidentalmente con reti a strascico e palamiti. Studi scientifici mostrano netti cali delle popolazioni in molte regioni. Nell’Atlantico nord-occidentale sono stati documentati cali superiori all’80%, in alcune aree del Sudafrica superiori al 60%. A livello globale la popolazione si è ridotta di oltre due terzi nell’arco di poche decadi. Determinante è soprattutto la persistente intensa pressione della pesca.
Sovrapesca e catture accessorie
Il fattore di pressione più forte è la pesca intensiva. Gli sciami costieri del Bogenstirn-Hammerhai sono facilmente accessibili e vengono regolarmente catturati come catture accessorie. In molte aree di pesca non esistono limiti di cattura o controlli efficaci. Di conseguenza anche le popolazioni non mirate vengono continuamente decimate. In diversi paesi la popolazione è diminuita di oltre la metà sin dagli anni 1980. Inoltre molti animali catturati non vengono completamente sbarcati e non compaiono nelle statistiche ufficiali, il che nasconde il prelievo effettivo.
Commercio internazionale delle pinne di squalo
Un fattore centrale che guida la sovrapesca è il commercio internazionale delle pinne di squalo. Le grandi pinne degli squali martello raggiungono prezzi elevati sul mercato asiatico. Si stima che ogni anno vengano commercializzate centinaia di migliaia fino a oltre un milione di pinne di squalo martello. Questo incentivo economico porta a catture mirate di squali martello o all’elusione dei divieti di pesca. Nonostante le restrizioni commerciali internazionali, la domanda rimane alta e continua a esercitare una forte pressione sulle popolazioni.
Perdita dell’habitat e inquinamento ambientale
I giovani squali martello smerlati utilizzano le acque costiere poco profonde come aree di accrescimento. Questi habitat sono particolarmente vulnerabili agli interventi umani. L’edificazione costiera, le infrastrutture portuali, il recupero di terre e le modifiche delle foci dei fiumi compromettono la qualità di queste aree. Inoltre, le acque reflue, gli sversamenti di petrolio e i rifiuti plastici gravano sugli ecosistemi costieri. Anche se gli effetti diretti di singoli inquinanti non sono ancora del tutto studiati, un peggioramento della qualità dell’acqua è considerato un fattore di rischio per lo sviluppo dei giovani individui.
Cambiamento climatico
Il cambiamento climatico incide indirettamente sugli habitat dello squalo martello smerlato. L’aumento delle temperature dell’acqua e i cambiamenti nei modelli di precipitazione influenzano gli ecosistemi costieri, la salinità e la disponibilità di nutrienti. Ciò può provocare lo spostamento o il degrado degli stock ittici e delle aree di accrescimento. Sebbene l’ampia diffusione della specie offra una certa possibilità di spostamento, a lungo termine i cambiamenti su vasta scala nell’oceano riducono la capacità di recupero delle popolazioni.
Stato di conservazione secondo IUCN, CITES e CMS
Lo squalo martello smerlato è considerato a livello internazionale in grave pericolo. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica la specie, dal 2019, nella categoria “in pericolo critico”. La valutazione si basa su una stima di diminuzione globale della popolazione compresa tra il 70% e il 95% nell’arco di tre generazioni. Diverse popolazioni regionali sono state talvolta classificate come vulnerabili o in grave pericolo.
Nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di fauna e flora selvatiche (CITES) Sphyrna lewini è inserita nell’Allegato II. Il commercio internazionale è quindi soggetto ad autorizzazione e a rigide condizioni. Nell’Unione europea l’attuazione avviene tramite il regolamento sulla conservazione delle specie. Comitati scientifici e organizzazioni per la conservazione chiedono da anni la riclassificazione nell’Allegato I, per vietare completamente il commercio. Inoltre la specie è elencata nell’Allegato II della Convenzione sulle specie migratrici, che obbliga gli Stati contraenti a misure di protezione congiunte.
Iniziative di tutela internazionali e regionali
Diversi accordi internazionali cercano di limitare il declino della specie. Nella regione caraibica vigono disposizioni protettive specifiche che limitano il commercio e l’utilizzo degli squali martello. A livello delle organizzazioni regionali per la pesca esistono norme che vietano la detenzione e la commercializzazione degli squali martello. Tuttavia l’attuazione varia regionalmente ed è spesso insufficiente nei controlli. In alcune aree dell’alto mare non è stato finora possibile far rispettare divieti di pesca estesi.
Alcuni Stati hanno adottato misure più stringenti. Negli Stati Uniti diverse popolazioni sono protette a livello nazionale. L’Unione europea vieta la detenzione di squali martello in determinate zone di pesca e ha proibito il finning su tutto il territorio europeo. Tali regolamenti riducono gli incentivi economici, ma da soli non sono sufficienti a fermare il declino globale.
Casi di studio e progetti di tutela
Un esempio significativo di protezione nazionale è il Costa Rica. Lì è stato introdotto un divieto totale di pesca e commercio per gli squali martello. Già in precedenza in alcune baie erano state designate aree nursery protette. Nonostante queste misure, le popolazioni nel paese erano già diminuite drasticamente. Anche altri Paesi come Messico, Honduras o Maldive hanno istituito vaste aree di protezione per gli squali.
In Sudamerica e in Africa esistono approcci di gestione internazionali mirati a un migliore monitoraggio delle catture, al controllo satellitare e alla riduzione delle catture accessorie. I primi successi dimostrano che misure di tutela attuate con coerenza a livello locale possono contribuire alla stabilizzazione. A lungo termine, però, una regolamentazione concordata a livello mondiale della pesca e del commercio è considerata fondamentale per garantire la sopravvivenza del Bogenstirn Hammerhai.
Scheda informativa
- Prima descrizione:
- Dimensione massima:
- Profondità:
- Età massima:
- Peso massimo:
- Tipo di acqua:
- Stato IUCN:
Sistematica
- Regno:
- Phylum:
- Subphylum:
- Infraphylum:
- Parvphylum:
- Classe:
- Sottoclasse:
- Superordine:
- Ordine:
- Famiglia:
- Genere:



